Recensioni musica

“Modern Art” e il dualismo di Nina Zilli

“Oggi voglio perdermi/Come luce tra gli alberi/Gli occhi chiusi e vivo a metà/Domani arriverà la mia modern art”. Si chiude così Domani arriverà, secondo singolo estratto e primo brano dell’ultimo album di Nina Zilli, Modern Art, pubblicato da Universal Music lo scorso primo settembre.

Definito dalla stessa cantante come pacifista e rivoltoso, l’album, nasce pieno di buone intenzioni: vuole risvegliare la coscienza degli uomini, portarli alla condivisione (ma non sui social) e a creare quella che Leopardi averebbe definito una social catena. E in effetti questa voglia si sente, soprattutto in due brani: 1xUnAttimo e Come un miracolo. Ma sono due brani. Su dodici che compongono il disco.
Per quanto riguarda l’aspetto rivoltoso invece, è principalmente con il mondo dei social media che l’artista piacentina se la prende. Sia nel brano di apertura Domani arriverà che nel featuring con J-Ax, Butti giù, si esprime l’intenzione di spegnere gli schermi per guardare il mondo lì fuori in prima persona, di pensare con la propria testa e di non lasciarsi buttare giù da critiche da tastiera. Dopottutto, “Penso con la mia testa/Ho un vaccino contro le influenze/Con mia sorella Nina siamo nitro e glicerina”, rappa J-Ax.

Sì ma 2+2=4. E le altre otto canzoni? Perlopiù ballate romantiche dal gusto amaro, incluso un discutibile remake de Il mio posto qual è di Ornella Vanoni del 1967 e Mi hai fatto fare tardi, che ormai possiamo tutti cantare a memoria. Quest’ultimo brano infatti è stato il primo singolo estratto dall’album ed essendo uscito già a maggio, ha avuto tutto il tempo per diventare un tormentone estivo.

Dov’è, dunque, la svolta di cui alcuni parlano riferendosi a Modern Art? Sicuramente nello stile «urbano e tropicale», come lo definisce la stessa Nina, frutto dei due luoghi che l’hanno portato alla nascita: l’Italia con Milano e la Giamaica – vedete poi voi quale aggettivo aggiudicare a quale Paese. Elettronica, reggae e trap si fondono in modo più o meno riuscito all’inconfondibile voce soul della Zilli, che rimane comunque la protagonista indiscussa. Ne consegue un ascolto di circa quaranta minuti abbastanza lineare, senza troppi cambi di direzione o sorprese, che parte dal ritmo più incalzante di Domani arriverà per procedere verso una fine più classica e armoniosa con Come un miracolo. Di certo un (bel?) tentativo, Sorella!

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Autore

Ascolto rock, leggo gialli, guardo drammi e mangio carboidrati. La giornata per me non può iniziare senza un buon caffè e "Run" dei Foo Fighters.