Cult

Keith Richards, mille modi per non morire

Se Dio ha risparmiato Keith Richards, probabilmente è perché anche lui è un fan degli Stones. Vogliamo celebrarlo attraverso (quasi) tutte le sue scorribande.

CONCERTO COL BOTTO (3 DICEMBRE 1965): Le pietre rotanti stanno suonando The Last Time a Sacramento. La chitarra di Keith tocca l’asta del microfono e viene colpito da un sovraccarico. Una fiammata. Bam! Richards “vola” e resta a terra privo di sensi. Grato alle suole di suede Hush Puppies, la notte successiva tornò sul palco dopo ore di paura (non per lui) in ospedale.

SCIARE SULLA “NEVE” (MONTREUX 1972): Sappiamo tutti della grande passione per la “neve” di Richards, ma forse vi è sfuggita quella volta in cui imparò a sciare sotto effetto di cocaina. Keith è in vacanza con Anita Pallenberg e ha deciso che imparerà a sciare. Nulla di speciale, per una rockstar. Se non fosse per il suo stato fisico. Dichiara: «La ragione per cui sono riuscito a sopravvivere è la roba di prima qualità». Viva la sincerità, Mr. Richards.

COME ON BABY LIGHT MY FIRE – PARTE 1 (1972): Ospite nella Playboy Mansion di Hugh Hefner, Keith è in bagno a… sniffare. «C’è del fumo! C’è del fumo!», grida un addetto alla sicurezza. Tutta colpa di Keith Richads.

COME ON BABY LIGHT MY FIRE – PARTE 2 (FINE ANNI SETTANTA): Il richiamo della carne è troppo forte per resistervi. Keith è in casa con la modella Lil Wergilis, una che è «incredibilmente divertente, molto spiritosa e ottima a letto». Ad un tratto un incendio scoppia in casa e i due, che giocavano a “dottore e paziente”, si ritrovano a dover scappare di casa, saltando giù dalla finestra completamente nudi.

L’ORA DEL DESSERT (FINE ANNI SETTANTA): Baby shower. Jo Wood (ex moglie di Ronnie Wood) aveva chiesto a Keith di non fare uso di droghe di fronte a sua madre. Tutto okay, fin quando: «E adesso, il dessert», mettendo sul tavolo un enorme sacco di coca. Mortificata, la madre di Jo, scappò inorridita dalla stanza. «Lo fa da anni», le disse Jo. Chissà se l’ha mai perdonato.

È SANGUE O VINO? (1978): Il buon vecchio Keith è un tipo che non perde tempo, neanche per dormire. Una volta – durante le registrazioni di Before They Make Me Run (estratto di Some Girls) – dichiarò di non aver dormito per cinque giorni e su Life, la sua biografia, racconta: «Quando un ingegnere dormiva sotto la scrivania, ne chiamavo un altro per andare avanti». Quella volta in cui non dormì per nove giorni, alla fine si addormentò in piedi «stavo mettendo un’altra cassetta su uno scaffale e mi sentivo benissimo, tempo di girarmi, e mi sono addormentato. Sono caduto sbattendo contro il bordo della cassa. Mi sono svegliato in una pozza di sangue chiedendomi se fosse vino rosso».

TARZAN BOY (ISOLE FIJI, 27 APRILE 2006): Keith ha appena finito di farsi una nuotata e – così, per passare il tempo – gioca a fare l’uomo ragno, arrampicandosi su una palma. Ma è già ora di pranzo e Peter Parker prende male le misure. Commozione cerebrale e conseguente intervento. «Avevo un forte mal di testa».

SEI FORTE PAPÀ: Se Dio ha risparmiato Keith Richards, probabilmente è perché anche lui è un fan degli Stones. Ma quella volta che ha “aspirato” le ceneri del padre si è sicuramente riservato un posticino al caldo all’inferno. «Pazienza! – direbbe lui – Sarò in buona compagnia».

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.