Opinion

Carl Brave, non sono solo canzonette

Carl Brave non finisce di sorprendere. Lui, come molti altri esplosi negli ultimi tre anni, ieri sera è stato in grado di riempire il Teatro Colosseo (ma non quel Colosseo). «Non sono abituato a vedervi seduti», dice. Ci si dovrà abituare, temo, visto che il tour è teatrale; ed i teatri dovranno abituarsi a vedere frotte di nuove generazioni riempire platea e galleria. L’allestimento dello spettacolo è caldo, quasi da salotto metropolitano. Una poltrona al centro, un lampadario, un frigorifero per le birre e sul quale attaccare le tanto care polaroid. Enormi finestre stilizzate lasciano intravedere lo skyline cittadino. In fondo quello di cui canta Carl Brave, col suo inconfondibile intercalare romano, è un mix di racconti metropolitani e di vita quotidiana (“Lo so, mi so’ imbucato a questo pub crawl/Ho visto dallo specchio la tua maglia Roma, ho letto Amor/Where are you from?”, canta Carlo nella canzone che apre lo show, Pub Crawl).

Una scaletta di diciannove pezzi che spazia tra presente e passato: le canzoni di Notti Brave lasciano il posto a Polaroid, Alla tua, Sempre in due, Tararì Tararà, Noccioline e Pellaria che proprio come un gol al novantesimo fanno alzare dalle poltrone i millecinquencento di Torino (forse qualcuno per un attimo ha pensato che un teatro avrebbe trattenuto i presenti?). Quello che è evidente è che la location ha sicuramente favorito la voglia di reinterpretare i pezzi. «Termini è di certo la stazione più grande d’Italia, dove le persone passano. È un posto frenetico di incroci, ma ci sono anche persone che vanno lentamente, che stanno ferme: gli invisibili. Persone che stanno a terra come mozziconi, che non vivono, ma sopravvivono», dice prima di cantare Termini a conferma che i pezzi del cantautore romano non sono solo canzonette ma vanno ascoltate attentamente per coglierne le sfumature descrittive di cui è capace.

Cambio d’abito (o meglio di camicia) prima del rush finale: Mezzo cocktail, MerciPossoMalibu. Dopo un’ora e quaranta, pur non sempre precisissimo, la sensazione è quella di aver ascoltato un autore che è riuscito nell’intento di far divertire, riflettere, essere attuale e sorprendere. Chapeau.

Cristina Torti
Autore

Da che ho memoria ricordo di amare la musica. Sono curiosa, mi piace scrivere, adoro il cinema e le serie televisive. Da qualche anno mi dedico anche alla fotografia con una particolare predilezione per gli eventi live.