Opinion musica

La cancellazione di Glastonbury 2020 ci dice che i live estivi sono a rischio

Il Glastonbury Festival non andrà in scena nel 2020. La notizia arriva a pochi giorni dall’annuncio della line-up che vedeva nomi del calibro di Paul McCartney, Kendrick Lamar, Taylor Swift, Diana Ross e Noel Gallagher. «Speriamo che la situazione nel Regno Unito migliori entro la fine di giugno. In ogni caso non siamo in grado trascorrere i prossimi mesi a costruire le infrastrutture necessarie per accogliere più di 200mila persone», hanno fatto sapere gli organizzatori (qui sotto il comunicato ufficiale).

Un annuncio, neanche tanto inaspettato, che non lascia ben sperare per i concerti estivi. E anche se in questo momento i problemi sono ben altri, c’è un intero settore, quello dell’entertainment, che rischia il collasso. Ad oggi solo in Italia circa 3mila concerti sono stati rinviati o cancellati: di questi, il 60% è stato riprogrammato e il 17% è stato annullato. Dalle stime fatte in questi giorni l’industria della musica live si ritroverà ad affrontare una perdita (solo nel nostro Paese) di circa 40 milioni, dal periodo dell’inizio delle ordinanze fino al 3 di aprile. Quello che ci si chiede è se per giugno si tornerà alla normalità e di conseguenza si potrà portare avanti il fitto programma dei concerti che avrà inizio nei primi giorni di giugno (il 10) con il concerto di Vasco Rossi al Firenze Rocks e proseguirà con i live dei Green Day, Red Hot Chili Peppers, Guns N’ Roses, Foo Fighters, Aerosmith e System Of A Down.

Dare oggi una risposta è complicato, quello che al momento pare però certo è che la cancellazione del Glastonbury Festival porterà inevitabilmente alla sospensione a catena di altri eventi in giro per l’Europa e, di conseguenza, alla sospensione delle grandi produzioni internazionale. A confermare questo scenario anche Slash dei Guns N’ Roses che, rispondendo ad una fan su Instagram, ha spiegato come lo show italiano (e l’intero tour europeo) sarà riprogrammato a data da destinarsi. Più ottimista invece Andrea Pieroni che negli ultimi mesi ha lavorato ai ritorni italiani dei Rammstein (13 luglio allo Stadio Olimpico di Torino) e degli Iron Maiden (20 luglio al Bologna Sonic Park). Il CEO di Vertigo ha dichiarato che portare avanti la stagione estiva dei live non è una decisione che dipende dagli addetti ai lavori: «Ci atterremo a quelle che sono le norme e le decisioni del governo».

Ed è proprio mentre scrivo questo articolo che arriva la comunicazione della cancellazione del tour europeo dei Nick Cave & The Bad Seeds, saltano così tutti i concerti della band in programma tra aprile e fine giugno, compresi i due live italiani del 9 giugno al Mediolanum Forum di Milano e dell’11 giugno alla Cavea Parco della Musica di Roma. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi.

Cristina Torti
Autore

Da che ho memoria ricordo di amare la musica. Mi piace scrivere, adoro il cinema e le serie tv. Da qualche anno mi dedico anche alla fotografia con una particolare predilezione per gli eventi live.