Recensioni musica

Se vi piacciono i Gallagher e Iggy Pop, dovete ascoltare Riff Willer

Ricordo un’intervista a Thom Yorke in cui diceva che il segreto del suo successo consisteva nella completa accettazione del fatto di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato per tutto l’arco della sua carriera. Se sei un classe 1997 tutte le leggi precostituite del cosmo ti vorrebbero figlio di certi ascolti; quelli del nuovo pop anni duemila, o al massimo della nuova generazione dell’emo punk, sempre che tu non abbia conosciuto al liceo un produttore trap, di quelli che installano FL Studio e iniziano ad assemblare suoni da qualche sound pack tirato giù dai forum russi.

Se sei un classe 1997, dicevo, dovresti essere anche un gran fan di Fortnite. Ma se invece leggi Tex Willer e consumi tutti i vinili di Iggy Pop e Paul McCartney, beh è evidente che sei nel posto sbagliato al momento sbagliato, come Thom. Amedeo, in arte Riff Willer (sì, esatto Willer come Tex) è abruzzese ma, finito il liceo, ha vissuto per un po’ a Carlisle, una cittadina vicino Newcastle, nel Nord Ovest dell’Inghilterra. Quello, in realtà, è sempre il posto giusto al momento giusto, specie se il tuo sogno è fare musica rock. La somma di queste esperienze lo portano a scrivere dei brani che suonano molto Noel Gallagher, rigorosamente in inglese. Prima Until Tomorrow, poi Lou. C’è qualcosa di vero in quelle chitarre, in quei testi e in quei fill di batteria (figli di Davide Sciascia) ma la sensazione è che presto avremo altro di cui parlare.

Durante una chiacchierata ci spiega infatti che questi singoli anticipano un album che attualmente è tutto top secret. «Quando scrivo, parto sempre dalla melodia, le parole prendono posto solo successivamente. A volte basta un riff – che poi è da lì che nasce il mio nome – per trovare la linea melodica giusta», ci dice. Ma come ribadito, a volte, le cose giuste devono essere sostituite da elementi che sono nel posto sbagliato al momento sbagliato. E ci vuole coraggio e determinazione. Chissà che Riff Willer non dimostri di averne a sufficienza per essere la next big thing del brit pop nostrano. Staremo a vedere.

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.