Cult Musica

I più grandi frontman secondo Slash, Patti Smith e altre rockstar

Brandi Carlile

«Freddie Mercury perché Freddie ogni volta ha dato tutto e lo ha lasciato sul palco. Ho la sensazione che se anche nessuno fosse andato a vedere i Queen, se ci fossero state solo 25 persone presenti tra il pubblico, sarebbe stato là fuori a torso nudo con il microfono. È stato il miglior frontman mai esistito».

Billie Joe Armstrong (Green Day)

«Joey Ramone per me sta lassù».

Slash (Guns N’ Roses)

«Dovrei dire Mick Jagger e James Brown e so che sono legati tra loro. E poi Michael Jackson. Anche Axl è uno dei migliori frontman di tutti i tempi. Sono tutti molto compresi nello show e così consapevoli di quanto sia importante questa dinamica».

Tom Morello (Rage Against The Machine)

«Dico che il mio frontman preferito di tutti i tempi, e ce ne sono di grandi, è Zack de la Rocha. È il James Brown del punk rock è autentico e vitale e reale e grande. È un distillato dell’ethos del punk rock».

Mick Jones (Foreigner)

«Sly Stone. Ho visto Sly Stone in un teatro a Parigi e non sono mai stato sconvolto come quella volta. Quella fu la prima volta che sono rimasto stupefatto dalla presenza scenica, dalla musicalità e dalla grinta della scrittura. Ancora oggi è ancora molto influente».

Matt Johnson (The The)

Credo che debba indicare qualcuno come Chuck Berry. Howlin’ Wolf, la voce. Andando indietro nel tempo, Paul Robeson, una grande dignità e un incredibile talento, molto ispirato politicamente. Per altre ragioni, Jim Morrison fu un grande frontman con i Doors, avevano una formazione interessante. È difficile dirlo, ce ne sono così tanti che mi piacciono per ragioni differenti.

Jason Derulo

Naturalmente Michael. Michael era, per me, l’epitome del performer. Un cantante straordinario, una presenza scenica, un incredibile ballerino. Era l’artista completo.

Paul Klein (LANY)

«Chris Martin ha reso il piano fantastico per me. Vederlo sul palco, il modo in cui si muove mentre suona. Ho passato tanti dei miei weekend da bambino in cachi e cravatte andando a concorsi di pianoforte camminando con un sorriso falso, dicendo sì signora e sì signore, e facendo un inchino dopo aver finito il mio pezzo. Non c’era spavalderia, né anima. Guardare Chris comandare non solo il palco, il suo strumento, la sua band, ma un mare di migliaia di persone è stato per me un enorme cambiamento di paradigma come musicista e aspirante artista. Ha il controllo di ogni secondo senza sforzo. Nulla della sua performance sembra inventato o troppo duro. I suoi movimenti sono in totale sincronia con il flusso e riflusso dell’energia di ogni canzone. Chris Martin sarà ricordato per sempre».

Patti Smith

Ho amato Jimi Hendrix. E quando ero più giovane Mick Jagger era uno dei più grandi. Mi piacciono i performer forti.