Interviste musica

Esseho sta cercando un equilibrio instabile

Siamo solubili in acqua, ma è decisamente indissolubile la soluzione offerta dal giovanissimo talento romano in arte Esseho (Bomba Dischi), fuori da pochissimi giorni con il suo nuovo singolo Michelle, preceduto da Bambi e Costellazioni che contano rispettivamente 2 milioni e 500mila streams oltre a numerosi passaggi in radio su alcune delle principali emittenti nazionali. Un vinile dei Beatles e bicchieri in plastica di Passito fanno da cornice e raccontano una storia costituita dal disordine che contraddistingue gli amori fugaci di Esseho, in equilibrio tra il gioco delle parti, orecchini sparsi sul pavimento e calze strappate utilizzate idealmente per pescare l’attenzione dell’artista. Michelle è stato prodotto dallo stesso Esseho insieme a Niccolò Contessa e Sine.

Perché proprio Michelle?
Tutto nasce da quando mia zia, per liberare la cantina, stava per cestinare decine e decine di vinili vintage che prontamente ho voluto portare a casa. Tra di essi c’era una raccolta dei Beatles dove era presente il brano Michelle. Nei giorni in cui ascoltavo proprio quel vinile è nata una jam session in studio da Niccolò Contessa e Sine. Durante la scrittura sulla strumentale mi è venuto spontaneo metterci quella citazione, dando spunto a tutto il resto del brano.

Quindi è nato tutto in maniera spontanea.
Con Alex La Gamba (il suo manager ndr.), pensavamo ad un produttore che potesse supportarci nello sviluppo artistico del progetto. La persona più adatta, per lo stile ed il mood, ci sembrava fosse Sine, dato che, con la sua musica, aveva influenzato la mia adolescenza. Successivamente Sine ha fatto ascoltare i miei brani a Niccolò che ha voluto incontrarmi per provare a lavorare tutti insieme al progetto.

Se dovessi scegliere un film e un libro da associare al tuo ultimo singolo, quali sceglieresti?
Un libro potrebbe essere Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento mentre, per il film, direi Shrek, naturalmente il primo della serie.

I tuoi brani hanno un pachidermico minimo comune multiplo, ossia l’instabilità con cui cerchi e forse trovi l’equilibrio. Quanto Matteo si discosta da Esseho?
Matteo
non si discosta poi troppo da Esseho, ogni canzone va a disegnare una parte di me nel momento in cui la vivo.

Se dovessi tornare indietro nel tempo cosa proprio non rifaresti e perché?
Onestamente non cambierei il mio passato ma sicuramente c’è qualcosa che in futuro non rifarò.

So bene quanto ami Dargen D’Amico quindi ti chiedo, per salutarci, la tua sua canzone preferita da consigliare ai nostri lettori.
Consigliere di ascoltare Arrivi, stai scomodo e te ne vai. È il brano che riesce a raccontare tutte le fasi della vita in un modo unico e poetico.

Giorgia Groccia
Autore

Caffellatte scrive cose.