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Tutti i film di Christopher Nolan dal peggiore al migliore

Se dopo anni ci stiamo ancora chiedendo se quella dannata trottola sia caduta o meno, se Joker abbia ragione sul caos, se Cooper sia riuscito a ritrovare Amelia, vuol dire che Christopher Nolan è riuscito, in qualche modo, ad influenzare l’immaginario collettivo delle nuove generazioni. Egli è fra i registi più noti e apprezzati del XXI secolo, in particolar modo dal grande pubblico. Allo stesso tempo, è un regista molto divisivo, fra chi lo osanna come genio assoluto ed erede diretto del maestro Stanley Kubrick e chi, invece, pensa che sia soltanto un regista mediocre che ha il privilegio di disporre di budget ultramilionari. Ogni volta che viene annunciato un nuovo film del regista londinese, la folla va in subbuglio: dilaterà il tempo anche questa volta? Come saranno gli effetti visivi? Reciterà ancora Michael Caine? Queste sono le tipiche domande (più o meno) che tutti ci chiediamo ogni volta. Da tutto ciò si possono evincere un paio di cose: Nolan è sicuramente un regista riconoscibile sotto diversi punti di vista, sia a livello fotografico, contenutistico che legato alle scelte musicali, quindi è un regista che ha una sua autorialità; non passa mai inosservato, poiché riesce sempre a far parlare di sé e dei suoi film, nel bene o nel male. Nonostante tutte queste parole, possiamo anche affermare che la carriera di Nolan non è stata tutta rose e fiori; è stata finora disarmonica e stramba (d’altronde non è la sua poetica?), passando da film di successo molto apprezzati ad altri dei quali è meglio non parlare. Ed è proprio per questo che, in onore del suo compleanno, abbiamo deciso di stilare una classifica di questa carriera ventennale.

11. Insomnia

La terza pellicola del regista londinese del 2002 è un po’ come il ferro da stiro che dimentichi sopra la camicia: quando te ne ricordi, ormai è troppo tardi e senti puzza di bruciato. È il primo passo di Nolan verso Hollywood, cosa che percepisce anche dalla scelta del cast principale. Will Dormer (Al Pacino) è un detective americano che viene inviato insieme a un suo collega in Alaska per indagare sull’omicidio di una ragazza. Qui viene affiancato dal detective locale Ellie Burr (Hilary Swank). Al Pacino soffre di insonnia perenne e si contraddistingue per un passato non proprio immacolato come detective. Prima, però, che lui riesca a catturare l’assassino, è quest’ultimo che si avvicina per primo a Dormer: l’assassino è Walter Finch, interpretato da Robin Williams (sì, avete capito bene). Da qui i due instaureranno una corrispondenza, sia a quattr’occhi che telefonica, durante la quale si parla dell’omicidio compiuto da Finch e del passato oscuro di Dormer, fatto di appannaggio di prove e corruzione. Il film, remake del film omonimo diretto da Erik Skjoldbjærg, è un thriller decisamente mediocre. Nonostante abbia un reparto tecnico più che sufficiente, è il resto del film a non allettare. Inoltre, nessuno degli attori è convincente nella propria parte, nonostante nel cast siano presente ben quattro Premi Oscar.

10. Il cavaliere oscuro – Il ritorno

Ultimo capitolo, uscito nel 2012, della trilogia diretta da Nolan su Batman; menomale, mi verrebbe da aggiungere. Bruce Wayne (Christian Bale) si è ritirato definitivamente dalla vita pubblica dopo otto anni dai fatti de Il cavaliere oscuro e su Gotham City regna la pace. Questo equilibrio viene smosso dall’arrivo del possente Bane, interpretato da Tom Hardy. Alla lotta si affiancheranno anche altri personaggi dell’universo fumettistico dell’uomo pipistrello, come Catwoman, Talia al Ghul e Robin. Questo terzo capitolo, incentrato sul tema del dolore, sia fisico che mentale, è sicuramente il più debole della trilogia. Tutto ciò che, diversamente, aveva convinto degli altri due capitoli, in questo viene annullato. Il montaggio rende confusionarie e indecifrabili un’infinità di scene, in particolare nelle scene d’azione e d’inseguimento, che, in generale, sappiano non essere il punto forte di Nolan. Inoltre, è anche la sceneggiatura a non convincere: molte scene non hanno un nesso logico con le altre, rendendo anche i momenti cardine molto deboli. Nonostante la presenza di Bane e di Catwoman, interpretata da Anne Hathaway, innalzi leggermente il livello del film, non basta a salvarlo dal decimo posto in questa classifica.

9. Following

Opera prima del regista datata 1998. Unico film del regista, insieme a parte di Memento, in bianco e nero. Un giovane, presentato come Bill, è uno scrittore in crisi economica e in materia di ispirazione. Decide, quindi, di seguire estranei per le strade di Londra. Un giorno, si imbatte in Cobb, il quale lo coinvolge in delle rapine domiciliari durante le quali i due non si interessano al guadagno: Cobb, infatti, è solito smuovere un po’ l’ambiente, bere vino, per innestare nei padroni di casa il dubbio che ci sia stato un ladro nella loro abitazione. Da qui la trama noir prosegue, andando ad assumere anche delle connotazioni thriller. Il film, tematicamente parlando, è molto interessante e presenta molti dei topos tipici del cinema di Nolan: la narrazione non è lineare, ricorrendo spesso alle tecniche del flashback e del flashforward, l’ossessione alla base dei protagonisti. Ma, come molte opere prime, il film risente delle limitazioni tecniche. Durante la produzione del film, Nolan ha dovuto puntare il più possibile al risparmio, andando a ricoprire quasi tutti i ruoli tecnici, non pagando gli attori e girando in esterni senza permessi. Tutto questo, insieme a una sceneggiatura non sempre brillante e a un ritmo leggermente lento, fanno di Following una discreta opera prima, ma non ancora ai livelli dei film successivi.

8. Tenet

Dall’opera prima, passiamo all’ultima opera di Nolan. Per questi due film, i pregi e i difetti si invertono. Nel caso di Tenet, uscito nel 2020, la tecnica è altissima ma la trama è molto debole. Un agente senza nome, interpretato da John David Washington, viene reclutato in un programma segreto chiamato Tenet. Qui, viene addestrato ad affrontare oggetti e uomini che si muovono a ritroso nel tempo, grazie a una tecnologia futura che permetterà all’uomo di invertire l’entropia delle cose. In un film nel quale la premessa è questa, elementi come la sceneggiatura e la regia non possono permettersi errori, poiché al minimo errore, crollerebbe tutto. È come un castello di carta sulla riva del mare. Nel caso di Tenet, la trama vacilla più volte. L’unico perno su cui si sorregge il film è proprio il reparto visivo. La realizzazione di questo movimento a ritroso degli oggetti e degli attori è incredibilmente realistica e tangibile. Non dà mai l’impressione di essere il frutto di un artifizio. Ah, c’è anche Robert Pattinson, lodevole di una buona interpretazione.

7. Batman Begins

Il primo capitolo della trilogia del cavaliere oscuro, datato 2005, è la prima vera grande produzione hollywoodiana del regista. Il film è incentrato sul tema della paura, così come lo è il personaggio di Batman. Infatti, il film inizia proprio dalle paure e sensi di colpa che tormentano il personaggio di Bruce Wayne: la morte dei genitori, la caduta nel pozzo con i pipistrelli. Tutto ciò lo porta a intraprendere un percorso di addestramento presso la Setta delle Ombre capeggiate da Ra’s Al Ghul, interpretato da Liam Neeson. Durante questo addestramento, Bruce imparerà a sfruttare la sua paura per sconfiggere ciò che c’è di marcio nel mondo. L’incipit è molto interessante e permette uno sviluppo della trama esteso. Il problema principale del film risiede negli antagonisti: non sono resi benissimo e non hanno il carisma che ci si aspetterebbe da un villain supereroistico. Sicuramente, Batman Begins ha avuto il merito di aver riportato la figura dell’uomo pipistrello a dei livelli molto alti. Il tono cupo e realistico adottato da Nolan ha permesso di conferire alla pellicola delle sfumature mai utilizzare per un film su Batman.

6. Interstellar

In molti lo hanno definito l’erede di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick e Solaris di Tarkovskij. Altri hanno detto che sia il peggiore film di fantascienza di tutti i tempi. Come al solito, quando si parla di Nolan si ragiona sempre per assolutismi, senza mai andare nel merito. Se però dobbiamo partire dalle certezze, possiamo affermare che Interstellar, uscito nel 2014, è forse il film di Nolan con il migliore reparto tecnico in assoluto. A fronte di un budget di 165 milioni di dollari, lo sci-fi firmato Christopher Nolan è una gioia per gli occhi e per le orecchie, grazie alla poetica colonna sonora di Hans Zimmer. La storia ruota intorno a questo viaggio interstellare, progettato dalla NASA, per salvare le sorti del pianeta, ormai allo sbaraglio. A questo semplice incipit Nolan connette teorie sulla relatività, buchi neri, viaggi nello spazio e nel tempo, paradossi spaziotemporali e tanto altro. Forse troppo. 

5. Il Cavaliere Oscuro

Capitolo centrale della trilogia su Batman incentrato sul caos e senza ombra di dubbio il migliore. Un film di supereroi può definirsi ben riuscito se rispecchia una serie di richieste: scene di combattimento avvincenti, effetti speciali, buona caratterizzazione dell’eroe e via dicendo. Invece, un ottimo film di supereroi si distingue per una sola cosa: un villain singolare e iconico. Questo è ciò che più di ogni altra cosa innalza Il Cavaliere Oscuro, uscito nel 2008, a un livello altissimo. La presenza del Joker, interpretato in maniera unica da Heath Ledger, è quanto più si possa desiderare da un film del genere. Le sue movenze, i suoi gesti, le sue idee sono calibrate al millimetro. Semplicemente, ciò che fa è perfettamente coerente con ciò che dice, nonostante sia un folle incontrollabile. Ed è molto interessante anche il suo rapporto con Batman, l’altra faccia della medaglia. È ironico, inoltre, che a fare da bilanciere a questo dualismo ci sia proprio Harvey Dent/Due Facce, interpretato da Aaron Eckhart, il garante della sicurezza che cederà alla tentazione del caos.

4. Inception

Forse, insieme a Interstellar, il film più iconico di Nolan, quello che ha richiesto la lavorazione più lunga (quasi dieci anni di scrittura) e il suo primo a essere stato nominato come Miglior film agli Academy Awards. Acclamato da critica e pubblico, il film del 2010 è la vera summa della poetica nolaniana, a partire dalla struttura temporale e narrativa degli eventi. La resa dei vari livelli del sogno, a mo’ di scatola cinese, con la dilatazione del tempo che si fa sempre più forte, man mano che si scende di livello, è ciò attira e intriga maggiormente lo spettatore. Apparentemente potrebbe spaventare un film del genere, potrebbe sembrare incomprensibile; invece, con intelligenza, Nolan ha costruito un castello su più piani, molto complesso, ma che è riuscito a chiarificare grazie all’ottimo lavoro sul montaggio, ad opera di Lee Smith, e la riconoscibilità dei protagonisti. Il personaggio di Cobb, interpretato da Leonardo DiCaprio, è il tipico personaggio dei film di Nolan, elevato all’ennesima potenza: è turbato, ha un grosso peso sulle spalle, e tende a perdere di vista la realtà. Realtà che viene messa in discussione anche dallo spettatore a causa di quella maledetta trottola: cadrà? Non cadrà? È un dilemma che ha tormentato, e continua a tormentare, a ogni visione.

3. Dunkirk

La penultima pellicola di Nolan rappresenta una singolarità nella sua filmografia: è l’unico film basato su una storia vera, ovvero l’evacuazione di Dunkerque del restante esercito francese e del corpo di spedizione britannico accerchiati dalle truppe tedesche durante l’invasione in Francia della Seconda Guerra Mondiale. La pellicola, nonostante questa particolarità, contiene al suo interno lo sconvolgimento del tempo e della narrazione tipico dei film di Nolan. Il film del 2017, infatti, è diviso in tre segmenti, ognuno di diversa durata, che si alternano: una settimana sulla terra; un giorno sul mare; un’ora in aria. L’alternanza di questi segmenti rende il film veramente delizioso e pieno di suspense. La stessa suspense viene scatenata dalla presenza/non presenza del nemico: i nazisti non vengono mai inquadrati direttamente, ma si percepiscono in ogni angolo. Soprattutto, la presenza dei nazisti viene incarnata dagli aerei tedeschi che potrebbero apparire da un momento all’altro. Se c’è una cosa che non potrà non colpire lo spettatore è la resa sonora delle picchiate degli aerei. Sono rese talmente bene che sembrano delle coltellate. 

2. Memento

Basato sul racconto breve del fratello Jonathan, il secondo film diretto da Christopher Nolan è la pellicola che gli ha conferito maggiore visibilità a livello mondiale, soprattutto per la struttura narrativa indimenticabile. L’alternanza continua tra eventi passati ed eventi futuri che poi confluiscono nella parte centrale della fabula, in una struttura che rispecchia visivamente la psicologia del protagonista, è la peculiarità più grande di tutto il film, ed è quell’elemento che lo rende un capolavoro. Lo smarrimento che prova il protagonista, affetto da amnesia anterograda, interpretato da Guy Pearce, rispecchia quello dello spettatore, il quale non ha chiaro cosa stia succedendo finché non arriva al finale, che poi corrisponde alla parte centrale della fabula. Il design dello stesso protagonista, pieno di tatuaggi che gli forniscono indicazioni su cosa è successo in passato, è diventato iconico. Il film ha assunto la nomina di cult assoluto ed è riconosciuto come uno dei film più importanti degli anni Duemila.

1. The Prestige

Londra, fine Ottocento. Due illusionisti rivali si danno battaglia continua, cercando di superarsi a vicenda. The Prestige, che esplora il confine tra magia e scienza, realtà e illusione, aspirazione e avidità, è uno dei film più importanti del XXI secolo e il più completo di Nolan. Qui, il regista londinese inserisce tutto il suo bagaglio culturale, lavorativo e stilistico. La narrazione frammentata da flashback e flashforward si mescola con l’illusione della magia e della scienza, per poi confluire in un finale che non ha eguali nella filmografia di Nolan. La lotta continua tra Christian Bale e Hugh Jackman, sostenuta dall’ambiguo personaggio di Nikolas Tesla, interpretato dall’iconico David Bowie, sfocia negli esiti più crudi e autodistruttivi, dando un’immagine controversa e disumana della bramosia di fama. Il film del 2006, tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Priest, è un capolavoro che parla della natura dell’essere umano, di come esso sia in grado di fare scelte durissime per raggiungere i propri scopi. 

Paolo Neri
Autore

Zoomer poco fotogenico con la passione per il cinema, nata da "The Artist". Il cinema lo studio, lo vivo, lo sogno. Però so fare anche altre cose, come il filetto al pepe verde.