Cult cinema

Non solo “Rust”, la guida alle pellicole maledette

La vicenda di Alec Baldwin che sul set di Rust ha sparato con un’arma di scena finendo per uccidere la direttrice della fotografia Halyna Hutchins e ferire il regista Joel Souza è purtroppo solo l’ultima tragedia in ordine di tempo che vede protagonista una produzione cinematografica scossa da scioccanti sinistri avvenuti durante le riprese. È infatti lunga la serie delle pellicole bruscamente interrotte da tragici eventi occorsi, dentro o fuori dal set, che coinvolgono attori e membri dello staff. Vicende tragiche che hanno il potere di scuotere, anche a distanza di anni, l’opinione pubblica e mutare per sempre il destino di un’opera, destinandola all’oblio oppure contribuendo al suo fascino rendendola leggendaria.

Brandon Lee, Il corvo

È probabilmente il caso più iconico e famoso ed ha sinistri collegamenti con il più recente caso di cronaca. Il figlio del grande Bruce è stato ucciso il 31 marzo 1993 sul set del film diretto da Alex Proyas. Il personaggio di Lee doveva essere vittima di una sparatoria ma la pistola usata durante le riprese conteneva un frammento di una pallottola vera che gli costò la vita.

Paul Walker, Fast & Furious 7

Il film segna l’ultima apparizione cinematografica dell’attore, deceduto il 30 novembre 2013, quando le riprese del film erano ancora in corso. Per permettere al personaggio interpretato da Walker di poter essere comunque nel film, i suoi due fratelli, Cody e Caleb, hanno accettato di prendere il suo posto sul set fino alla fine delle riprese. Il volto e la voce dell’attore sono poi stati aggiunti nel processo di post-produzione del film.

Marilyn Monroe, Something’s Got to Give

La più iconica sex symbol del XX secolo fu ritrovata senza vita nella sua casa di Brentwood (L.A.) il 5 agosto 1962, ufficialmente per un’overdose di barbiturici. In quel periodo stava partecipando alle riprese del film diretto da George Cukor, un progetto che rimase incompiuto, dal momento che il regista si rifiutò di completarlo con un’attrice differente. Alcune scene del film sono state mostrate nel 2001 nel documentario Marilyn Monroe: The Final Days, proiettato in occasione di quello che sarebbe stato il suo 75esimo compleanno.

Heath Ledger, Parnassus: l’uomo che voleva ingannare il diavolo

Si è spento improvvisamente il 22 gennaio 2008 per l’uso combinato di analgesici ansiolitici e sonniferi regolarmente prescritti. L’attore stava lavorando sul set di Parnassus e, ad interpretare le sue parti non ancora girate, sono stati tre grandi amici dell’attore: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Così preferì il regista del film Terry Gillliam piuttosto che ricorrere alla computer grafica per far apparire Ledger virtualmente.

Vic Morrow, My-Ca Dinh Le e Renee Shin-Yi Chen, Ai confini della realtà

I tre attori, bambini gli ultimi due di sette e sei anni, morirono a causa di un incidente direttamente sul set del film diretto da Joe Dante, John Landis, Steven Spielberg e George Miller. L’incidente avvenne durante le riprese della sequenza ambientata in Vietnam: un elicottero, a causa di un susseguirsi di esplosioni pirotecniche, perse il controllo finendo poi per schiantarsi contro un albero e precipitare sui tre sfortunati attori.

James Dean, La valle dell’Eden

Il simbolo della gioventù bruciata, ribelle senza un motivo, morì in un incidente d’auto, a bordo della sua Little Bastard (una Porsche 550 Spydder), a soli 24 anni durante le ultime riprese del film diretto da George Stevens con protagonista anche Elizabeth Taylor. Per quel film James Dean fu anche il primo attore candidato postumo all’Oscar.

David Carradine, Stretch

Il protagonista maschile dei due capitoli di Kill Bill è stato trovato senza vita a Bangkok dove si trovava per girare il film di Charles De Meaux. L’attore venne trovato impiccato nella sua stanza d’albergo. Inizialmente si pensò ad un suicidio ma le indagini rivelarono successivamente che l’attore rimase vittima di un gioco di asfissia autoerotica finito in tragedia.

Oliver Reed, Il Gladiatore

Morì per un improvviso attacco cardiaco durante una pausa dalle riprese del film di Ridley Scott dove vestiva il ruolo di Proximo. L’attore si trovava a La Valletta (Malta) in un locale chiamato The Pub. Da allora la proprietaria ha cambiato il nome della struttura in Ollie’s Last Pub in suo onore. Alcune scene de Il Gladiatore sono state completate utilizzando delle tecniche di computer grafica.

Bruce Lee, I 3 dell’Operazione Drago

Numerosi sono i film usciti dopo la sua morte ma, al momento dell’edema celebrale che gli costò la vita, l’attore era impegnato nelle sessioni di doppiaggio de I 3 dell’Operazione Drago.

River Phoenix, Dark Blood

Il bello e maledetto del cinema anni Novanta, fratello di Joaquin, morì la notte fra il 30 e il 31 ottobre 1993 stroncato da un’overdose davanti al Viper Room, locale losangelino di proprietà di Johnny Depp. Il film, diretto da George Sluizer, non venne completato e la produzione decise di denunciare la madre dell’attore per 6 milioni di dollari con l’accusa di aver tenuto all’oscuro lo staff di tutti i problemi di droga del figlio. Nel 2012, il regista ha lanciato un’iniziativa di crowdfunding per finanziare la post-produzione del film. La famiglia di Phoenix ha deciso di non supportare l’operazione, ma Sluizer è riuscito ugualmente a terminare il film.

Andrea Schinoppi
Autore

Nato all’ombra del Colosseo, il background culturale non poteva che essere quello dello storico... mi perdonerete pertanto una certa nostalgia per il rock genuino degli anni andati e per le interpretazioni senza tempo dei maestri De Niro e Al Pacino.