Recensioni serie tv

“You 3”: chi non vorrebbe due serial killer come vicini di casa?

Probabilmente Joe Goldberg (Penn Badgley) e Love Quinn (Victoria Pedretti) sono una delle coppie più affascinanti e macabre nel panorama seriale. Se dovessimo decontestualizzarli per un momento dai personaggi che interpretano, sarebbero una coppia normale, genitori amorevoli, devoti al lavoro, che godono del loro tempo libero per fare delle attività normali. Peccato che tra un brunch e un’aggiustatina al prato, ci scappi qualche piccolo omicidio nel mentre. Volendo giocare ad impersonificare un piccolo crossover, Joe e Quinn sarebbero stati degli studenti perfetti per la classe di Annalise Keating (Le regole del delitto perfetto). La giovane coppia ci ha dimostrato, durante la seconda stagione, di aver assimilato in maniera abbastanza forbita le regole del delitto perfetto e se sulle qualità intellettive ed omicida di Joe qualsiasi dubbio fosse stato confutato, questa terza stagione ha fatto sì che il pubblico non potesse averne più su Love, a tratti più cruda e indulgente del suo maestro/compagno. La terza stagione di You oltre ad enfatizzare alcuni elementi chiave presenti nell’intreccio narrativo (il turbolento passato di Joe, l’infatuazione e la conseguente ossessione di Joe verso determinate donne, l’inganno e il tradimento dietro l’angolo) mette in luce a 360 gradi lo stato d’animo di questi due ragazzi, la cui vita pregressa ha pregiudicato considerevolmente la concezione d’amore e fiducia verso il prossimo. 

E nonostante Joe sembri davvero voler diventare una persona migliore per garantire a suo figlio Henry “Forty”(in onore del fratello di Love, deceduto nella stagione passata) ciò che lui non ha mai avuto, in questa terza stagione vediamo Love scoprire sé stessa più a fondo, dapprima dando libero sfogo alle sue pulsioni omicide (di cui avevamo avuto un cenno nella passata stagione) e in seguito alle sue passioni più recondite, tradendo il suo partner con il giovane ed affascinante figliastro del vicino, Theo. Pur partendo da un plot irremovibile e per certi versi scontato (la morte di un personaggio che ha legami con Joe), questa stagione di You racconta più da vicino il processo evolutivo di questi due personaggi, dove si conoscono più dettagli sull’infanzia di Joe e sulla fragilità di Love, due anime erranti capitate sul medesimo percorso. Questi dieci episodi smontano diversi cliché tipici della narrazione seriale e filmica americana, come la presentazione del tranquillo e innocuo quartiere di provincia, il quale cela all’suo interno segreti e misteri che, qualora fossero rivelati, turberebbero non poco la quiete pubblica cittadina e rovinerebbe loro la reputazione, qualcosa di fondamentale importanza per i vicini di casa di Joe e Love.

I coniugi Goldberg, trascinando con sé il proprio passato a Madre Linda, cercano di dare una nuova linfa al loro rapporto, cercando in tutti i modi di salvare un matrimonio il cui unico spiraglio di luce è rappresentato dal piccolo Henry. Ma l’amore di un figlio non basta, poiché Joe e Love ci insegnano che la ricerca dell’anima gemella è un compito arduo, che spesso è più naturale fuggire quando una persona mostra sé stesso per intero, nella sua complessità anziché rimanere e aiutarlo nel suo percorso di redenzione. È ciò che accade a Joe quando scopre la vera natura di Love, che lo porta a venerare un’altra ragazza (Marienne, suo capo), con la quale si crea un’intesa che ne con Beck né con Love aveva mai raggiunto. Ma dopo aver visto e conosciuto Joe Goldberg in toto per tre stagioni ci chiediamo: sono le donne che appaiono nella sua vita ad essere sbagliate o è lui il problema? Ma d’altronde, non solo è Joe l’unico a combattere per le sue emozioni, siamo tutti eterni guerrieri in attesa di vincere l’ambito premio: l’amore incondizionato. Citando i Black Eyed Peas: where is the love? 

Gianmarco Di Somma
Autore

Classe del 1995, studente di comunicazione e media digitali, mangio pane e serie tv, e ne vado fiero. Dammi una penna e mi farai felice.