Concerti

Kings of Convenience: quelli di “Misread” dal vivo a Milano

Dopo 12 anni di silenzio, che hanno amplificato le voci di uno scioglimento, Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe (sì, quelli di Misread) sono tornati con Peace or Love, un’opera che risulta un vero toccasana per le ansie e le disperazioni di uno stressante periodo post pandemico. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, in quanto le strade dei due componenti, tra chi ha deciso di rimanere nella città natale Bergen (Glambek Bøe) e chi di trasferirsi a Siracusa per esplorarne la cultura e intraprendere progetti musicali autoctoni (Øye), sembrano mai così separate. Se non fosse stato per un recupero della data catanese il 3 novembre, i due concerti al celebre Teatro degli Arcimboldi (quello mattutino delle 13 e il serale delle 21) sarebbero state le ultime esibizioni di questa trasferta italiana, una degna chiusura in una città come Milano essenziale per la carriera del duo (l’EP Kings of Convenience’s Live Acoustic Sessions – Milan 2009 è stato registrato alla Fnac della metropoli). Tra schiocchi di dita e balli funky in piedi sul posto, agli spettatori non è mancata l’interazione con gli artisti, un fenomeno quanto mai prezioso in un periodo del genere. La potenza dei Kings of Convenience risiede proprio in questa trascinante spensieratezza, mai così vivida nel gruppo musicale iniziatore del new acoustic movement. Con uno charme e una sofisticatezza senza eguali, la band sfugge da una scena di dimenticabili nenie e cantilene, affermandosi ancora una volta con un solido disco ricolmo di inni alla speranza e malinconia in giusta quantità. Lo spettacolo non ha fatto che riconfermare ogni pensiero espresso: un’esperienza così raccolta e intima, ma al tempo stesso così condivisa e partecipata, che anche i piccoli momenti di defaillance vocali o di scordamento delle chitarre contribuiscono a rendere autentico il live, attimi che rendono unica la fruizione dal vivo. Dall’inizio rilassato con Comb My Hair si passa all’inclusione sul palco di Tobias al violino e dell’emiliano Davide Bertolini (anche producer degli ultimi album del gruppo) al contrabbasso, dando allo spettacolo una tonalità più accesa e divertita. Un duo musicale, come i Kings of Convenience, in grado di donare al pubblico una serata incentrata su un così variegato intrattenimento, in un clima di incertezza ancora lontana dallo scomparire, è soltanto da ammirare.

Davide Colli
Autore

Iniziato alla settima arte sin dalla tenera età, Davide è un giovane totalmente alienato dalla realtà circostante, che scrive di cinema, tv e musica ovviamente in un modo tutto suo. Qualche volta riesce ad imbucarsi a qualche festival importante, e non lo hanno ancora scoperto. Vorrebbe diventare uno sceneggiatore in futuro, ma come quelli di "Boris".

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