Recensioni musica

Com’è stato il concerto di Ed Sheeran su Pokémon Go?

Un piccolo paracadute inviato da uno sponsor per aiutare e, a volte, salvare all’ultimo minuto un giocatore durante la partita: questo è un elemento che moltə cinefilə ricordano e associano ad Hunger Games di Gary Ross, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo scritto da Suzanne Collins e ambientato in una realtà distopica post apocalittica in cui la protagonista, Katniss Everdeen, si trova ad affrontare un gioco mortale all’interno di un’arena virtuale dove, tra gas tossici, bestie feroci e avversari ancor più feroci, vince solo chi resta vivə. Gli unici aiuti provenienti dal mondo esterno su cui possono contare i giocatori – chiamati “tributi” nel film di Ross – sono i sopra citati paracaduti che alcuni spettatori, in veste di sponsor, decidono di spedire dentro l’arena per contribuire alla vittoria del/la loro favorito/a. Fortunatamente per noi, inguaribili nerds, Pokémon Go è un gioco che ha ben poco in comune con gli Hunger Games creati dalla mente della Collins. Eppure, mentre ieri giocavo nell’app ispirata all’universo Pokémon, mi è apparsa sul campo una mongolfiera: no, non era quella nera del team Rocket, bensì una piccola mongolfiera colorata inviata da uno sponsor anonimo. Incuriosita, ho cliccato su quell’inusuale aeromobile, ne ho aperto il contenuto e mi son trovata catapultata in un concerto virtuale di Ed Sheeran.

Prima di iniziare l’esibizione, l’artista si rivolge alla community di gamers e spiega di amare i Pokémon fin da bambino, quando scopre e inizia a giocare insieme al fratello alle versioni Red Yellow del videogioco per Gameboy. Una passione, quella per i Pokémon, che Ed coltiva ancora oggi, arrivando in età adulta a tenere un concerto in acustico di venti minuti che ha come palco virtuale proprio l’applicazione del gioco online di Pokémon Go. Niente avatar né effetti speciali: per ventidue minuti di esibizione c’è solo lui, Ed Sheeran, con la sua chitarra acustica e uno sfondo a tinte calde che va dal rosso al giallo. Non soltanto i colori predominanti nella copertina di “=”, suo ultimo album, ma anche quelli delle prime due versioni del videogioco con cui l’artista ha scoperto i Pokémon da piccolo. Spaziando tra passato e presente e alternando brani famosi ad altri più recenti, Sheeran arricchisce la sua impeccabile performance con due elementi non musicali, eppure tangibili: l’autenticità con cui canta, suona e promuove il suo nuovo progetto discografico, e la semplicità con cui sia la musica, sia i videogiochi possono e riescono a connettere gli esseri umani da qualunque parte del mondo. Insomma, questo concerto – seppur breve e in streaming – è stato unico nel suo genere perché per ventidue minuti uno dei cantautori più seguito e amato della scena musicale a livello mondiale è stato semplicemente uno di noi: un inguaribile nerd con la passione per i Pokémon.

Annalisa Senatore
Autore

Annalisa Senatore, ma tutti la chiamano Annamatita. Siciliana d'origine e orgogliosa Serpeverde, che tradotto significa: non la fate incazzare. Lavora come libera professionista nella comunicazione e nella promozione musicale. Insomma, fa cose social e scrive di musica, ma solo di quella bella davvero. Ah, adora la pizza e dice parolacce, ma ha anche dei difetti.