Interviste

Denise Battaglia canta la libertà

Fresca vincitrice del concorso Café Unplugged indetto da Caffè Moak e Rolling Stone nella categoria Jazz con il brano Idromele, Denise Battaglia torna con il nuovo singolo Padre e madre. Prodotto da Matteo Gentili presso Woodoo Sound Labs di Longiano, Padre e madre è il frutto di un lungo percorso interiore di riflessione sull’importanza delle proprie origini e di quanto queste possano influire sulle nostre scelte future. Un invito a non avere rimpianti e a conservare sempre istinto e passione, che parte dall’esperienza personale di Denise per giungere infine a un messaggio universale: al termine di questo viaggio chiamato vita, ti troverai comunque a dover rendere conto solamente a te stesso e a ciò che sei stato.

l tuo nuovo singolo, Padre e madre, è una riflessione sull’importanza delle proprie origini e di quanto queste possano influire sulle nostre scelte future. Le tue come hanno influito?
Provengo da una famiglia semplice. I miei genitori non mi hanno mai rivestita di aspettative, piuttosto dubitavano dei miei interessi. Dovevo dimostrare di tenere davvero a qualcosa per poterla avere, ad esempio fu una lunga lotta per avere la prima chitarra ad 11 anni, ma sicuramente questo loro atteggiamento mi ha insegnato ad essere tenace. Ci tengo a dire che, una volta fatta la concessione tanto richiesta, potevo godere di tanta libertà. Libera da aspettative e richieste, il mio fare è sempre stato guidato da una vivida passione. Rispondendo alla domanda, le mie origini hanno rafforzato la mia tenace passione.

Ad un certo punto canti: “Non sei tua madre/Neanche tuo padre/Non sei gli errori che hanno commesso”. In che senso?
Nasciamo dai nostri genitori, ma non siamo loro. Non siamo la loro storia. Ogni vita è a sé stante e, credo sia importante ricordare che sì, portiamo il loro “riflesso sul volto”, ma le nostre inclinazioni, direzioni e strade possono essere diverse. Questo brano è un invito a seguire la propria via liberi da qualsiasi timore, anche quello di poter deludere chi ci ha donato la vita. Ciò che intendo dire è che, alla fine di questo viaggio chiamato vita, daremo conto solo a noi stessi di ciò che siamo stati, quindi è importante seguire ciò che sentiamo più giusto per noi stessi.

Qual è un desiderio che accompagna Padre e madre?
Vivere con leggerezza e consapevolezza il mio cammino.

Quando hai iniziato a scrivere musica?
Ad 11 anni. Muovevo i primi accordi su una vecchia chitarra classica e buttavo giù i primi versi. La musica è sempre stata la mia terapia.

In quello che scrivi ci sento Florence Welch, è per te un punto di riferimento?
Considero Florence una grande autrice. Amo il vero che ritrovo nei suoi testi e il suo timbro vocale. Mi ha sicuramente ispirata inconsapevolmente in diversi momenti creativi.

-Qual è il capolavoro di altri che avresti voluto scrivere tu?
Domandona. Non saprei, non nutro mai questo tipo di desiderio. Dovessi citare un capolavoro penserei subito a Blowin’ in the Wind” di Bob Dylan.

Cosa stai preparando per il futuro?
Concerti, produzione del prossimo singolo e, di conseguenza, di un disco.