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Macché Edward Cullen, le migliori interpretazioni di Robert Pattinson

Classe 1986, Robert Pattinson ha esordito giovanissimo nel mondo dei blockbuster, interpretando Cedric Diggory nel quarto capitolo di Harry Potter, per poi imporsi nell’immaginario globale con il nome di Edward Cullen. L’avventura di Twilight, iniziata nel 2008 e finita nel 2012, è stata una consacrazione per il divo britannico, ma anche una condanna: inchiodato all’immagine dell’idolo delle ragazzine, Pattinson ha trascorso gli anni Dieci ai margini dello star system, finendo per il grande pubblico in un dimenticatoio da cui è definitivamente uscito solo quest’anno, grazie al ruolo da protagonista nella nuova saga di Batman. Pattinson, in realtà, ha fatto una scelta di carriera inusuale ma intelligente: dopo ruoli principali in film tanto pubblicizzati quanto dimenticati (Remember Me, 2010; Come l’acqua per gli elefanti, 2011), si è dedicato negli ultimi anni a ricostruire la propria immagine divistica con interpretazioni spesso eccentriche in film indipendenti e/o autoriali, tornando quindi sugli schermi dei multisala con alle spalle l’approvazione del mondo cinefilo e soprattutto con una maturità che gli ha consentito di liberarsi dal fantasma di Edward Cullen. Non solo la fama attuale, ma almeno cinque ruoli importanti arrivati prima di The Batman dimostrano che, se l’interpretazione del vampiro era oggettivamente pessima, la colpa era della sceneggiatura e non dell’attore. 

Eric Packer, Cosmopolis

L’interpretazione di Pattinson è il cardine della visionaria opera di Cronenberg, con cui l’attore tornerà a lavorare nel 2014 per Maps to the Stars: con la sua recitazione al tempo stesso gelida e carnale, Pattinson, prima ancora della fine della saga di Twilight, dà vita a un personaggio folgorante, che riesce a reggere il peso di una delle pellicole più contorte e complesse dello scorso decennio.

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Constantine “Connie” Nikas, Good Time

Svolta fondamentale per le carriere sia dei fratelli Safdie sia dello stesso Pattinson, protagonista allucinato e tragicomico di un progetto tanto di nicchia quanto dirompente, grazie al quale l’attore ha conquistato il rispetto della critica e l’ammirazione dei cultori del cinema indipendente.

Monte, High Life

La collaborazione dell’attore con la A24 prosegue nel 2018 con una delle pellicole fantascientifiche più ambiziose degli ultimi anni: Pattinson interpreta un criminale dal carattere completamente opposto a quello del protagonista di Good Time, dimostrando in entrambi i casi di riuscire a conferire una profonda umanità anche ai personaggi con cui sembrerebbe più difficile empatizzare.

Thomas Howard/Ephraim Winslow, The Lighthouse

Pattinson, che dà il proprio meglio nei panni di personaggi fuori dalla norma, isolati e mentalmente disturbati, riesce nel capolavoro di Eggers a tenere testa a un Willem Dafoe in stato di grazia, offrendo quella che rimane ad oggi la sua interpretazione più matura e sfaccettata.

Neil, Tenet

Due anni prima di The Batman, il pubblico generalista aveva avuto modo di rivedere Pattinson nell’ultima fatica di Nolan, in cui il divo britannico, nelle poche ma importanti scene in cui compare, mette in ombra il protagonista John David Washington.

Lucia Ferrario
Autore

Classe ‘98, cinefila compulsiva che quando parte "My Way" alla fine di "Goodfellas" si sente come Alex mentre ascolta Ludovico Van.