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Tutti gli album degli Oasis dal peggiore al migliore

Gli Oasis e il loro operato non hanno certo bisogno di presentazioni, in quanto è chiaro che la fama di entrambi finisca per precederli sempre e comunque. I fratelli coltelli più famosi della storia del rock sono spesso stati dipinti come due simpatiche teste calde ben più note per i numerosi scandali giornalistici che per quanto contenuto all’interno dei loro dischi. E se il primo dato può sicuramente aver contribuito alla loro fama, il secondo, invece, sembra essere stato messo di frequente in secondo piano. Abbiamo deciso di ordinare dal peggiore al migliore tutti i loro album per ricordare che i fratelli Gallagher non sono soltanto «quelli di Wonderwall».

7. Standing On The Shoulder Of Giants

Al gradino più basso della classifica non può che collocarsi Standing On The Shoulder Of Giants, da molti descritto come un autentico disastro e da altri come poco più che un disco deludente. La verità è che Standing On The Shoulder Of Giants non è altro che un album di transizione per la band di Manchester, in netta controtendenza con i trend del nascente nuovo millennio. Un album di rottura, se vogliamo, che si prende il merito di esplorare aree sonore mai toccate sino a quel momento dai mancuniani, con l’aiuto di autentiche perle nascoste come Roll It Over, Go Let It Out, Gas Panic! e Fuckin’ In The Bushes.

6. Heathen Chemistry

Dopo il flop di Standing On The Shoulder Of Giants, Heathen Chemistry cerca di riportare la band sui propri passi, ma senza troppa fretta. Il disco, infatti, risente della medesima struttura imbastita proprio a partire dall’album precedente, ma a differenza di questo, si fa forte di autentiche hit potenti come Stop Crying Your Heart Out e Little By Little. Un capitolo interessante e tradizionale nel contempo, nonché un mix di sperimentazione e comfort zone.

5. Dig Out Your Soul

Il canto del cigno degli Oasis è da sempre ritenuto intenso e particolarmente apprezzato – persino dai suoi più noti detrattori di vecchia data. Brani come I’m Outta Time e Falling Down, d’altronde, denotano tutta la qualità di cui fratelli Gallagher e soci disponessero poco prima di quell’irrimediabile litigio di troppo. Un addio intenso, sofferto, ma inevitabile.

4. Don’t Believe The Truth

Si tratta, forse, dell’ultima vera fiammata degli Oasis in termini discografici. Don’t Believe The Truth colpisce per l’equilibrio sonoro che sembrava essere andato perduto dopo il più o meno caotico Heathen Chemistry. Let There Be Love, Guess God Thinks I’m Abel, Turn Up The Sun, The Importance Of Being Idle, ma non solo, qualificano l’elevato livello di un progetto spesso bistrattato, ma soprattutto sottovalutato nella sua interezza.

3. Be Here Now

Da molti definito il canto del cigno del britpop, Be Here Now è in realtà la sua più pomposa manifestazione, ricca di hit rimaste nella memoria e nel cuore di milioni di fans dei mancuniani. Da Stand By Me a Don’t Go Away, da All Around The World fino a D’You Know What I Mean?, sono numerose le tracce che hanno contribuito in maniera determinante a consegnare questo album fra i migliori della nota band di Manchester.

2. Definitely Maybe

Il debutto discografico degli Oasis incarna la totalità delle loro ambizioni. Il sogno di diventare delle vere e proprie star del rock & roll, su note graffianti e riff a dir poco azzeccati, fieri del proprio background e della propria attitudine. Un instant classic brillante ed incisivo, intuitivo ed immediato.

1. (What’s The Story) Morning Glory?

Il capolavoro per eccellenza dei mancuniani non può che coincidere con il suddetto titolo. La svolta pop è dettata da (What’s The Story) Morning Glory? che si prende il merito di incorniciare l’apice artistico raggiunto dalla band di Manchester, con tanto di titoli iconici e rappresentativi di un intero decennio come Wonderwall e Don’t Look Back In Anger al suo interno. Un disco di rara bellezza, tradotto nella perfetta armonia data dalla sequenza dei suoi maestosi brani. In altre parole: il classico per eccellenza targato Oasis.

Ciro Arena
Autore

Nato appena due giorni prima di Cristo, Ciro preferisce restare umile e limitarsi alla "semplice" speculazione musicale. Ha due grandi sogni: fare in modo che il mondo intero ascolti quanta più musica è possibile e cercare di avere abbastanza soldi per sé per permettersi almeno un disco al giorno.