Opinion musica

I concerti streaming sono il business del decennio?

756.000 biglietti venduti al prezzo medio di 30 dollari; sono queste le cifre del Bang Bang Con The Live, il concerto streaming tenuto la scorsa domenica dai BTS. Insomma, un’enorme somma di denaro guadagnata per un concerto a cui nessuno ha assistito fisicamente. Facendo un confronto con un tour negli stadi, è come se le star del k-pop avessero suonato 15 volte in un’arena da 50.000 posti, senza però i costi di allestimento che un tour mondiale comporta. Bang Bang Con The Live è stato prodotto dalla società sudcoreana Big Hit e dall’americana Kiswe Mobile, specializzata in produzioni di streaming video in diretta già impegnata in operazioni in ambito sportivo con le statunitensi NBA e Major League Soccer. Lo spettacolo – trasmesso in streaming in modalità multicanale, che ha permesso agli spettatori di scegliere le inquadrature preferite da sei regie simultanee, e della durata di poco più di un’ora e mezza – è stato seguito dal pubblico residente in 107 paesi differenti.

È il caso di dirlo, la boy band sudcoreana ha ottenuto il massimo risultato con la minima spesa: l’incasso totale è stato infatti di 20milioni di dollari, numeri da record se si pensa che il concerto singolo più fortunato della storia – quello di Vasco Rossi a Modena del 2017 – ha generato introiti per 36milioni di euro (circa 40milioni di dollari). Quello dei TBS è il risultato migliore subito dopo quello di Travis Scott che durante il lockdown si è esibito virtualmente su Fortnite per oltre 27milioni di spettatori, anche se va sottolineato che in quell’occasione la visione era totalmente gratuita.

Ed è proprio mentre scriviamo che in Italia viene presentato A-LIVE, una “rivoluzionaria piattaforma di streaming interattivo pensata per la musica live”. Con A-LIVE tutti gli artisti avranno la possibilità di organizzare un vero e proprio tour virtuale, con concerti a numero chiuso geolocalizzati per aree o città specifiche, di incontrare i fan dopo il concerto con delle videochat esclusive e di suonare vedendo e sentendo il pubblico e la sua energia grazie ad una nuova tecnologia che unisce elementi reali con elementi virtuali ricreando così una platea virtuale e partecipativa. Realizzato con il supporto di Minerva Networks, Mainstreaming, Visionalia, del seed venture club Moffu Labs e dallo studio legale internazionale Withersworldwide, A-LIVE – si legge nel comunicato stampa – “è un segnale forte di cambiamento, che dall’Italia prova a tracciare una strada nuova e diversa”. Ma siamo proprio sicuri che cambiare è sempre un bene?