Opinion musica

Sanremo, le pagelle della seconda puntata: Dio salvi Malika Ayane

In Sanremo c’è qualcosa che non va, ce lo siamo detti ieri. Così in questi giorni, spulciando fra vecchie interviste, ne ho trovata una del cantante e produttore Pharrell Williams. Lui, da esperto del processo creativo, dice: «Se qualcuno mi chiede cosa m’ispira, rispondo sempre: quello che manca». Appurato che a mancarci non è il pubblico (sostituito abilmente da palloncini, anche di dubbio gusto), ho iniziato a cercare di capire cosa ci fosse di tanto disturbante in questo Festival. Stasera persino la conduzione è stata più gradevole senza sketch sulle dita dei piedi. Nonostante questo, lo show continua a rimanere strutturato male e al limite dell’avanspettacolo. Forse è questo a mancare: l’aura di eccezionalità.Tutto ciò che ho visto poteva essere un mix and match di programmi come il primo maggio, e altri come Domenica In. Ora non so se Amadeus punti a prendere il posto della Venier, ma se così fosse, la strada è spianata.

Orietta Berti, Quando ti sei innamorato – Voto: 6 e mezzo

Soprannominata la Chica Mala di questo Festival per le sue vicissitudini poliziesche. Ha rischiato l’arresto per portare in salvo la mise chicchissima di stasera: un completo paillettato con le conchiglie sulle tette. Solo per questo meriterebbe il podio finale. Ringraziamo Amadeus per avercela piazzata per prima, anche perché Osvaldo deve andare a dormire, non può fare le 3 di mattina con noi.

Gaia, Cuore amaro – Voto: 7 e mezzo

Lei bella, cool, brava, eppure qualcosa non va, il ritornello non esplode come dovrebbe. Le similitudini con Elettrona Lamborghini sono troppe: dalle sonorità del pezzo al completo bianco con frange che portano la firma nientedimeno del mondiale mocio Vileda. Alla fine bastava un po’ meno balletto, e un po’ di grinta in più. Ciononostante, lei è brava. In radio spaccherà.

Lo Stato Sociale, Combat Pop – Voto: 7

Passare da dov’è Bugo a dov’è Lodo non era facile, ma la band bolognese lo ha fatto. Se ci pensate, alla fine loro hanno fatto quello che voleva fare Gazzè, ma lo hanno fatto meglio. O almeno non si sono travestiti come personaggi di Hogwarts in visita al centro sociale. O forse sì. Vabbè, il brano è carino. Anarchia pura, esattamente come loro. Purtroppo vale lo stesso discorso confort zone degli altri: niente di veramente nuovo. In compenso però, mi hanno fatto tornare la voglia di fare assembramento.

Bugo, E invece sì – Voto: 6

È difficile guardarlo e non chiedersi “che succede?”. Morgan è riuscito in una cosa: a farci sentire la sua presenza, pur non essendo fisicamente sul palco. In ogni caso, il pezzo ha un ritornello tutto sommato piacevole, che cresce con l’ascolto.

La Rappresentante di Lista, Amare – Voto: 8

Lei in realtà è Asia Argento dopo una pioggia di benzodiazepine diluite nel Dom Pérignon. è l’effetto collaterale migliore del festival. Pazzesca, senza alcun dubbio. Lei sarebbe già pronta per l’Eurovision, e avrebbe tutte le carte in regola per gareggiare come si deve. Unica richiesta: basta rubare dall’armadio di Romina Power.

Malika Ayane, Ti piaci così – Voto: 8 e mezzo

La paura è che iniziasse a cantare Shallow scendendo dalle scale. Con la cosa che la Rai non aveva i soldi per pagare Lady Gaga, Malika Ayane ha detto “Sapete che c’è? Mo mi concio io come lei, magari la metà della metà del cachet me lo danno”. Scherzi a parte, rendiamo grazie a questa meravigliosa artista, che ha alzato il livello della serata che senza di lei era prossimo allo zero. Unica nota dolente: i capelli raccolti col mollettone, no.

Extraliscio feat. Davide Toffolo, Bianca luce nera – Voto: 4

Dire qualsiasi cosa su di loro è come sparare sulla croce rossa. 4 minuti preziosi di vita che ho tolto, che ne so, a passarmi il filo interdentale.

Ermal Meta, Un milione di cose da dirti – Voto: 5

Avrei anche io un milione di cose da dire, ma ne dirò solo una: mammacheppalle. Il solito melenso pezzo di Ermal Meta. Nel complesso dei pezzi, il suo è scialbo come un Big Mac senza hamburger. Vederlo sul gradino più alto del podio è la certezza che la demoscopica sta ascoltando la compilation blu del Festivalbar 2003. Sennò non si spiega.

Random, Torno a te – Voto: 5

Immaginate quanto debba essere fastidioso cantare sul palco di Sanremo con un’afta grossa come un fungo sulla lingua. Finisce che canti, ma nessuno capisce che stai a dì. Come dite? Ah, non ha nessuna afta? Lui canta proprio così? Scusate, non me l’aspettavo.

Achille Lauro – Voto: 10

Omaggio a Mina più che gradito. Lei, che è la vera anima rock & roll di questo Paese, ritorna attraverso la performance dell’artista romano sul palco dell’Ariston. All’eccesso di ieri, ha contrapposto un’esibizione molto pulita e lineare stasera. Non vorrei ripetermi, ma Lauro è avanti anni luce. E sono sicuro che la signora Mazzini la pensi come me.

Fulminacci, Santa Marinella – Voto: 7

In un Festival in cui la gente fa finta di cantare, lui non solo se la canta, se la suona anche. Peccato che è schiacciato dai paragoni. “Mi ricorda un De Gregori giovane”. Eh no, dai. A parte che porta sfiga, ma poi non è un paragone che può sostenere alla sua età. Lui scrive i suoi pezzi, come tanti altri artisti della kermesse. Menarcela una serata intera con la storia del cantautore è pressoché inutile. Anche perché sappiamo tutti perché è lì: avevano bisogno di un ventenne che fa cantautorato, sennò i boomer a casa pensano che quelli nati fra gli anni Novanta e il Duemila sono tutti rapper e trapper.
Comunque, è bravo.

Willie Peyote, Mai dire mai (la locura) – Voto: 6 e mezzo

A parte il fatto che sembra Toninelli con sei neuroni in più. Ma poi qualcuno di voi ha capito dove voleva andare a parare con questa omelia ritmata? Voleva essere una critica sociale? Perché a me è sembrato solo lo sfogo di un boomer qualsiasi sotto un articolo di FanPage. Peccato, perché ho portato il tempo col piedino, e non succede spesso.

Gio Evan, Arnica – Voto: 4

Il Telespalla Bob di noi altri si definisce: scrittore, poeta, filosofo,cantante, performer, power ranger, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Un pensatore critico. Un letterato e un artista. Se riuscisse a fare una sola di queste cose per bene, io ne sarei già entusiasta.

Irama, La genesi del tuo colore – Voto: 6 e mezzo

Sappiamo tutti l’accaduto: Irama è in isolamento dopo che un membro del suo team è stato trovato positivo al Covid. Così Amadeus ha pensato di mandare in onda il filmato delle prove, con lui che guarda spaesato cose a caso, e vaga sul palco come il fantasma dell’opera. E guardate, tutto sommato è stato meglio vedere lui aggirarsi che molti altri performare. Alla fine ‘sta cosa del registrare non è stata tanto male. Potrebbero estenderla anche al resto dei partecipanti, potremmo evitare tante figure barbine. Il suo pezzo? Dimenticabile (si spera).

Elodie – Voto: 10

Emozionante, in ogni cosa che ha fatto. Se l’anno scorso c’era una donna che sapeva stare un passo dietro un grande uomo, oggi ce n’è un’altra cento passi avanti a tutti noi. Elodie apre una strada, e non potevamo sperare in migliore apripista.

Amadeus e Fiorello

Sicuri che non bastava una puntata di Zia Mara? Per dire, eh…

Stefano Molinari
Autore

Musicalmente polemico da 24 anni. Da piccolo volevo fare il lanciatore di coltelli, ma poi ho capito che scrivere è ancora più pericoloso. Vivo ogni giorno come se fosse capodanno a Courmayeur: ma io sono quello che serve ai tavoli. “Un gentleman col cuore punk”, dicono. Peccato per il pacemaker.