Interviste musica

Negramaro: «Ci siamo persi e poi ritrovati»

L’occasione è di quelle che non si possono mancare. In questo autunno in cui molti grandi nomi presentano i loro nuovi lavori, i Negramaro non potevano mancare con il loro nuovissimo Amore che torni. Per l’occasione è stato organizzato un vero e proprio evento al Planetario dell’Osservatorio di Pino Torinese. Scelta quanto mai inconsueta, ma sicuramente legata alla grafica del disco ed alla copertina (un viso all’interno di un pianeta, circondato da costellazioni stilizzate ndr.).

Il primo ascolto del lavoro ci ha lasciato l’idea di una sterzata verso il rock. Meno artifici elettronici, più ritmo ed una certa attenzione ai temi dell’amore, del sociale e della solitudine. Un disco nato da una profonda crisi, scatenata da una brutta lite fra Giuliano e Andrea Mariano (il tastierista del gruppo ndr.). «Era finito il tour e le tensioni erano talmente alte che non ci potevamo più sopportare fisicamente», ammette Andrea. Di lì a litigare e poi a prendere strade diverse, sparpagliandosi in giro per il mondo, il passo è stato breve (“E adesso non c’è niente al mondo / Che possa somigliare in fondo / A quello che eravamo / A quello che ora siamo / A come noi saremo un giorno”, canta Giuliano in Prima volta, il brano-chiave di tutto il disco). Sangiorgi ha pensato bene di trasferirsi due mesi a New York, i due mesi in cui ha più sentito il peso della solitudine nella sua vita: «Sono scappato a New York a scrivere e vivere da solo, provando una solitudine incredibile: era necessario scappare. Se fossi rimasto in Italia, se fossi rimasto vicino a questo buco nero, l’avremmo risolto subito e io non avrei capito tante cose». Per giunta si è trovato laggiù proprio mentre Trump veniva eletto: «Mi sentivo fuori luogo e fuori spazio. Mi sentivo un immigrato».

Passati questi due mesi e tornato in Italia con tantissime canzoni scritte, Giuliano ha trovato naturale chiamare il vecchio amico Andrea per fargli ascoltare qualcosa. Da lì i rapporti sono ripresi e la band si è riunita per lavorare, nuovamente insieme: «Questo disco ha avuto una selezione di ottanta canzoni, un numero incredibile. Questo disco è più forte che mai per quello che comunica a noi. È un nuovo e incredibile inizio».

«Roberto De Luca, Filippo Sugar e Caterina Caselli hanno fatto un lavoro come si faceva cent’anni fa. Come se stessero lavorando ai loro figli», raccontano agli astanti. E così la macchina Negramaro è ripartita ed arrivata alla meta: «Dopo aver ascoltato l’album Roberto De Luca ci ha proposto sei stadi (la band suonerà tra giugno e luglio a Lignano Sabbiadoro, Milano, Roma, Pescara Messina e Lecce ndr.). Avevamo una voglia condivisa di espandere il nostro sharing e rivolgerci a tutta l’Italia». E magari l’allestimento potrebbe in qualche modo riprendere le suggestioni stellari dell’evento di presentazione. Chissà.
Già perché il futuro ora prevede la necessaria promozione, anche passando per X Factor: «Avevamo sempre detto di no finora – spiega Sangiorgi – in questa condizione nuova ci siamo resi conto che è giusto raccontare questa nostra piccola e grande storia anche in quei posti dove altrimenti nessuno la conoscerebbe. I ragazzini del 2000 hanno visto la musica nascere in tv. Dobbiamo raccontargli anche la nostra musica, quella nata nelle cantine, che magari per loro è anacronistica».

In questo disco trova anche spazio un brano dedicato al fenomeno dell’immigrazione, e su questo argomento Giuliano ci tiene a spiegare che oggigiorno bisogna trovare «una chiave semplice per portare avanti dei contenuti profondissimi. Non bisogna rimarcare o essere ridondanti. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi dire cose importanti, non solo bella zio». Sarà così? Lo speriamo tutti. E a proposito d’impegno sociale aggiunge che ha paura per le famiglie musulmane nel mondo che vivono una vita di merda per colpa dei nostri pregiudizi: «Non si può pensare al terrorismo solo in quel modo. Il problema è umano, bisogna comunicarlo in maniera forte. I pregiudizi devono finire: bisogna vivere e ricordarci che quelle sono semplicemente persone che muoiono, punto».

Non ci resta che metterci comodi ed ascoltare con calma Amore che torni, e per amore tornato s’intende quello dei componenti della band per gli stessi Negramaro.

Cristina Torti
Autore

Da che ho memoria ricordo di amare la musica. Mi piace scrivere, adoro il cinema e le serie tv. Da qualche anno mi dedico anche alla fotografia con una particolare predilezione per gli eventi live.