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Recensioni musica
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Nothing But Thieves, dieci anni dopo l’innocenza
"Stray Dogs" non è il miglior disco dei Nothing But Thieves, né il più autentico. È però quello di una band che, dopo dieci anni, conosce così bene le proprie regole da potersi finalmente permettere di infrangerle
Beck ha imparato a convivere con la solitudine
Per Beck, la solitudine non è più soltanto una ferita, ma una condizione con cui imparare a convivere. Con “Ride Lonesome”, torna alle radici per raccontare ciò che resta dopo una perdita
Puoi togliere Brandon Flowers dai Killers, ma non i Killers da Brandon Flowers
Nel senso: Brandon Flowers con "Trasher" firma un album gradevole che abbraccia country, slide guitar e suggestioni alla Springsteen e Johnny Cash, senza però perdere l’impronta melodica dei The Killers
Phoebe Bridgers: diventare grandi, restando vulnerabili
Con "Lost Weekend" Phoebe Bridgers trasforma sei anni di cambiamenti in un disco sulla maturità. Tra elettronica, malinconia e nuove consapevolezze, racconta cosa significa diventare grandi senza smettere di sentirsi vulnerabili
“Music, Fashion, Film”: il rock di Charli XCX è servito
Dopo l’estasi pandemica e l’iper-visibilità di "Brat", Charli XCX firma "Music, Fashion, Film": una messinscena dell’impossibilità di rinascere in un mondo dove perfino il collasso è diventato un’estetica monetizzabile
Con “Reality Awaits” gli Strokes non ti aspettano più
Con "Reality Awaits" gli Strokes firmano il loro album più spiazzante e maturo: una analisi del nuovo corso della band, tra produzione minimale, testi politici, disillusione e il coraggio di non soddisfare le aspettative del pubblico
Olivia Rodrigo, la voce dei teenager che suona come il mixtape dei loro genitori
Con "You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love", Olivia Rodrigo confeziona un disco da cameretta. Se poi la cameretta in questione è la Reggia di Versailles, come suggerisce il video di "Drop Dead", si tratta soltanto di un mero dettaglio
The Black Keys, archeologia elettrica di un amore per il blues
L'aspetto più affascinante di "Peaches!" dei Black Keys non è la fedeltà filologica, ma la capacità di ricordare che il blues, prima di essere un linguaggio codificato, è stato soprattutto presenza umana
Con i Kneecap non esistono vie di fuga
I Kneecap non lasciano vie di fuga: si riappropriano di “Fenian”, lo svuotano dell’odio e lo trasformano in orgoglio. Tra beat industriali, rave politico e traumi di Belfast, il disco colpisce duro e ribalta ogni prospettiva
Con “Your Favorite Toy” i Foo Fighters si ricordano chi erano
Da una band che ha perso la bussola da almeno una decina di anni, già avere un album decente avrebbe fatto gridare al miracolo. Fortunatamente, alla fine, cari Foo Fighters, è andata così