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Angelina Mango, qui per restare

“Poké Melodrama” riassume le diverse anime musicali di Angelina Mango nell’arco narrativo di quattordici canzoni: un disco pienamente versatile che dimostra la sua spiccata sensibilità artistica

Una poké, il popolare piatto della tradizione hawaiana che combina riso, carne e proteine, è (quasi) sempre il risultato di una perfetta combinazione di gusti e sapori. Il Poké Melodrama di Angelina Mango, invece, riassume le sue diverse anime musicali nell’arco narrativo di quattordici canzoni. È un disco pienamente versatile e che dimostra la spiccata sensibilità artistica della cantautrice lucana, rimanendo fedele alla tradizione folkloristica della sua terra, ma lasciandosi trasportare al contempo da una ventata di sonorità internazionali. Mango, reduce dal successo ottenuto con la sua partecipazione ad Amici e con la release di Voglia di vivere nel 2023, dimostra di sapersi cucire addosso generi, stili e sound molto diversi tra di loro: dal pop all’urban, dalle sonorità elettroniche al drum and bass, fino al rap.

Con il contributo di alcuni dei nomi più caldi dell’industria musicale, come Dardust, Federica Abbate e Alessandro La Cava, passando per Edwyn Roberts, Shune, Okgiorgio, Zef e Andry The Hitmaker, Angelina riesce ad essere convincente fin dal primo ascolto, senza risultare artefatta o ingolosita dalla possibilità di sfornare delle canzoni che possano essere esclusivamente e commercialmente appaganti. Poké Melodrama si apre con una riflessione sincera sull’importanza delle proprie radici (Gioielli di famiglia), riportando alla luce delle istantanee di vita: c’è il reggaetón misto all’elettronica di Melodrama, i ritmi messicani de La noia – singolo estratto dal progetto e ormai certificato triplo disco di platino, con oltre 134 milioni di stream – e quelli da rione napoletano in Che t’o dico a fa’. In Edmund e Lucy, una traccia per pianoforte con un chiaro riferimento ai due fratelli e protagonisti de Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, Angelina racconta il rapporto complesso con il fratello Filippo, mentre in Cup Of Tea prende posizione rispetto a chi si permette di giudicare senza conoscerla, con sfrontatezza e determinazione.

Non potevano mancare quattro featuring d’eccezione, che impreziosiscono ulteriormente il progetto: con Marco Mengoni in Uguale a me, un dialogo a base di verità intime e profonde; l’amore maturo in Diamoci una tregua, cantata insieme al componente della Drilliguria Bresh; le scelte che compiamo e i dubbi che ci attanagliano in Invece sì – in coppia con Dani Faiv e il mix tra clubbing e ritmi caraibici di Another World, dove la penna vibrante di Angelina incontra le barre di VillaBanks.  Con l’uscita di Poke Melodrama, Angelina Mango ha cementificato ulteriormente il suo status di cantautrice poliedrica e camaleontica, che usa il suo strumento principale – la voce – per dipingere panorami sonori e dare ulteriore corposità alle sensazioni contrastanti di cui canta nell’album. Un album estremamente internazionale che ci suggerisce una cosa: Angelina Mango è qui per restare.