Concerti

Lo show dei Subsonica è un dieci in pagella

«Alza la mano che la pista s’illumina»: con questa frase del loro ultimo singolo, Punto critico, i Subsonica volevano incarnare completamente ciò che sarebbe stato l’8 Tour. Il risultato è stato, ovviamente, proprio quello. Il Palalottomatica di Roma si riempe freneticamente già dalle prime ore della serata, mescolando generazioni diverse: teenager, giovani coppie, ma anche tanti fan di prima data (alcuni con i figli al loro fianco).Partecipare ad un concerto dei Subsonica è un’esperienza ultrasensoriale, bisogna essere pronti ed allenati a tornare a casa senza voce e con le gambe doloranti, e neanche questa volta i cinque di Torino si sono fatti pregare. Come un buon vino, i Subsonica più invecchiano e più migliorano, e questo tour ne è l’esempio eclatante.

Ventotto brani che uniscono la modernità dell’ultimo album, eseguito per la sua quasi totale completezza, e tutti i grandi classici che hanno caratterizzato la storia della band. Discolabirinto, Nuova ossessione, Nuvole rapide, Tutti i miei sbagli, Strade, non manca nessun evergreen all’appello, e il pubblico impazzisce per ciò. Più si va avanti e più il coinvolgimento tra band e pubblico diventa forte, Samuel e Boosta aizzano la folla come hanno sempre fatto, mentre Ninja picchia forte sulla batteria in maniera quasi tribale.

A metà esibizione ecco comparire sul palco Willie Peyote, rapper torinese che ha accompagnato la band in questa tournée, e insieme si esibiscono ne L’incubo, I cani (cover di Willie), e in una riarrangiata Radioestensioni. La forza dello show è garantita anche dalla speciale tipologia di palco che prevede cinque grandi schermi che si muovono e si sollevano, proiettando visual e dove Samuel si innalza volando sul pubblico mentre esegue Respirare. Uno show totale, che consacra ancora una volta i Subsonica come band avanguardista nel nostro panorama musicale, circa due ore di magistrale esecuzione tecnica che non consente allo spettatore di rimanere distaccato da ciò che sta vivendo. In poche parole: numeri uno.

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Vincenzo Cozzolino
Autore

Classe 1995, studente e appassionato di comunicazione digitale e giornalismo. Ho la musica nel sangue e una ossessione per le serie tv.