Interviste

Elodie e Marracash nell’era dei tormentoni

«Marracash è un grande artista, uno dei pionieri del rap, una grande penna. Lui non è uno che collabora facilmente, quindi quando ha accettato sono stata felicissima», dice Elodie a proposito di Margarita, il suo nuovo singolo in cui collabora con il rapper cipriota. Il risultato è un cocktail (giusto per rimanere in tema) perfetto di seduzione e divertimento in lizza per diventare uno dei tormentoni dell’estate. L’incontro con la ex concorrente di Amici è in programma nel tardo pomeriggio in un chioschetto nel centro di Milano. Elodie, classe 1990, popstar ma anche icona della moda, le sue fonti d’ispirazioni sono molte e ricercate: «Ho rubato da molto. Ho ascoltato tanto Etta James, Mina, Pino Daniele ma anche Rihanna». A guardarla bene effettivamente qualche tratto somatico in comune con la pop star di Saint Michael lo ha: «Sono le mie origini creole», dice. «In ogni caso sono davvero tante le personalità femminili che ho osservato e che mi hanno formato».

È piuttosto chiaro ormai che Elodie è la reginetta delle radio: negli ultimi dodici mesi, su Spotify, ha raggiunto oltre un milione di ascoltatori grazie ai tormentoni Nero Bali (disco di platino) e Pensare male (tre settimane in vetta alle classifiche EarOne e certificato disco d’oro) con cui ha collaborato con i The Kolors. Insomma, sembrerebbe aver trovato la formula vincente: «È bello arrivare a tutti con i tormentoni. Essere per tutti sembra semplice ma non lo è affatto. La mia formula è anche il mio stile di vita. Abito in un quartiere qui a Milano (Porta Venezia, esattamente come canta con M¥SS KETA ndr.) e conosco tutti: quelli che lavorano al supermercato, conosco la famiglia del portiere del mio palazzo, i ragazzi che lavorano nei locali. A me piace stare in contatto con la gente quindi, perché non fare musica per tutti? Significa che sei connesso, che ci sei, che vivi gli altri e non sei chiusa nel tuo mondo». 

In Margarita, prodotto da Takagi & Ketra, la voce versatile di Elodie si fonde con il flow di Marracash (“La nostra storia è guerra come col Vietnam/Brucia ma non crolla come Notre Dame”, canta il rapper di Scooteroni). Due immaginari solo apparentemente lontani: «Io sono pop, nel senso che sono di strada, un po’ come il rap», dice. «Sono cresciuta nei quartieri popolari di Roma, ho visto la strada e so cosa significa non arrivare a fine mese. In questo senso il mio pop si avvicina al rap». La domanda nasce quindi spontanea: ti sentiremo mai rappare? La risposta arriva secca: «Non vorrei rovinare un’arte. Mi piace essere come sono e non sono una rapper». Ma nell’era dei tormentoni tutto è possibile e a breve potrebbe arrivare addirittura una collaborazione con Tommaso Paradiso: «Il brano c’è ed è nel cassetto come una riserva molto speciale di un vino».

Cristina Torti
Autore

Da che ho memoria ricordo di amare la musica. Mi piace scrivere, adoro il cinema e le serie tv. Da qualche anno mi dedico anche alla fotografia con una particolare predilezione per gli eventi live.