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Guarda il cortometraggio di Billie Eilish contro il body-shaming

«Mi conosci? Mi conosci davvero? Hai opinioni sulle mie opinioni, sulla mia musica, sui miei vestiti, sul mio corpo. Alcune persone odiano ciò che indosso, altre lo lodano, qualcuno lo usa per umiliare gli altri o umiliare me», esordisce Billie Eilish in Not My Responsibility, il cortometraggio-manifesto contro il body-shaming presentato per la prima volta lo scorso marzo in occasione del Where Do We Go Tour.

«Sento i tuoi sguardi, sempre, e nulla di ciò che faccio resta invisibile. Così mentre percepisco la tua disapprovazione o il tuo sospiro di sollievo, penso che se vivessi per loro non sarei in grado di muovermi. Vuoi che sia più piccola? Più debole, più morbida, più alta? Vuoi che stia zitta? Le mie spalle ti provocano oppure sono il mio petto, il mio stomaco, i miei fianchi?». Sono queste le domande che la popstar americana rivolge ai detrattori, mettendo in luce l’insensatezza delle loro critiche e l’assurdità delle pretese che essi rivendicano.

«Anche se non hai mai visto il mio corpo, lo giudichi e mi giudichi. Perché? Facciamo ipotesi sulle persone in base alle loro dimensioni, decidiamo chi sono e quanto valgono. Se mi copro di più, se mi svesto, chi decide chi sono io? Il mio valore si basa solo sulla tua percezione? Io non sono responsabile della tua opinione su di me», dice, poi Eilish si immerge progressivamente in una pozza nera fino a farsi inghiottire completamente per ribadire ancora una volta che no, non è sua responsabilità se gli altri la catalogano soltanto sulla base dei suoi outfit e delle sue misure.