Opinion musica

Eddie Van Halen, le canzoni che lo hanno reso leggenda

Eddie Van Halen ci ha lasciato. Il leggendario chitarrista, nonché fondatore dei Van Halen, si è spento oggi all’età di 65 anni a causa di un cancro alla gola che stava cercando di curare da tempo. «Non riesco a credere a quello che sto scrivendo, ma mio padre, Edward Lodewijk Van Halen, ha perso la sua lunga e difficile battaglia con il cancro ha scritto il figlio Wolfgang Van Halen Era il miglior padre che potessi desiderare. Ogni momento che ho condiviso con lui sul palco era come un dono. Ho il cuore spezzato e non credo che mi riprenderò mai da questa perdita». Considerato tra i dieci chitarristi più influenti della storia della musica, gli assoli velocissimi di Eddie sono stati imitati per un bel po’ di tempo, originando successi altrui e alcune derive tecnicistiche che non ebbero lo stesso successo trasversale, ma appassionarono e appassionano ancora generazioni di chitarristi. Lo ricordiamo con le canzoni che lo hanno reso una leggenda.

Runnin’ With The Devil da Van Halen

Runnin’ With The Devil è stato il primo singolo inedito pubblicato dai Van Halen (qualche mese prima la band aveva pubblicato una cover dei Kinks, You Really Got Me). Il testo del brano è stato spesso frainteso come satanico, tuttavia il gruppo non ha mai svelato il significato reale della canzone. In Runnin’ With The Devil la libertà viene raffigurata come mancanza di legami sociali e di vita nel presente.

Dance The Night Away da Van Halen II

La composizione del brano è stata ispirata dal singolo Go Your Own Way dei Fleetwood Mac. In questo brano c’è molto di Eddie Van Halen a partire dal titolo. Originariamente, infatti, David Lee Roth voleva chiamare la canzone Dance Lolita Dance, ma Eddie lo convinse a cambiare titolo in Dance The Night Away. Questo fu il primo singolo dei Van Halen ad entrare nella top 20 delle classifiche statunitensi.

Everybody Wants Some!! da Women and Children First

La canzone si apre con un beat tribale di batteria su cui si inseriscono i vocalizzi di David Lee Roth e i fraseggi di chitarra di Eddie. Un brano epico diventano un punto fisso in tutti i concerti del gruppo.

I’ll Wait da 1984

Non parliamo certo della canzone più epica dei Van Halen, ma sicuramente tra le preferite di Eddie. Nato dalla collaborazione tra i quattro membri e il cantante dei Doobie Brothers, Michael McDonald, il brano stava per essere accantonato da Ted Templeman (il produttore del disco) e David Lee Roth che dovettero però cedere all’insistenza di Eddie e Donn Landee.

Jump da 1984

Il famoso riff di sintetizzatore era stato composto da Eddie intorno al 1981, ma all’epoca venne rifiutato dagli altri membri della band. Nel 1983, il produttore Ted Templeman chiese a David Lee Roth di prestare maggiore attenzione a quell’idea musicale. Il cantante cominciò dunque ad ascoltare più volte il pezzo, e trovò l’ispirazione per scrivere il testo dopo aver sentito al telegiornale la notizia di uomo che minacciava di suicidarsi lanciandosi da un edificio alto.