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Paul McCartney, il nuovo album esce a dicembre

Paul McCartney torna con un nuovo album, McCartney III, che uscirà il prossimo 11 dicembre per Capitol Records. Non lo ha annunciato il cantautore di Liverpool, ma l’etichetta Third Man Records fondata da Jack White che si occuperà della distribuzione dell’edizione limitata in vinile. Il numero tre è al centro della versione della Third Man Records che sarà stampata in sole 333 copie prodotte utilizzando 33 copie riciclate dei vinili di McCartney del 1970 e McCartney II del 1980. Con Paul che suona ogni strumento, scrive e registra ogni canzone, il fascino di McCartney è rimasto nel tempo. L’album sarebbe non solo una rinascita creativa per Paul, ma anche un modello per generazioni di musicisti indie che cercano di emulare la sua calda atmosfera e le sue melodie senza tempo, tra cui Maybe I’m Amazed, Every Night e The Lovely Linda.

Paul non aveva pianificato di pubblicare un album nel 2020, ma nell’isolamento, si è presto ritrovato a dare corpo ad alcuni schizzi musicali già esistenti e a crearne di nuovi. In breve tempo un’eclettica raccolta di canzoni spontanee ha dato vita a McCartney III: un’opera spogliata, autoprodotta e, letteralmente, solista che segna l’inizio di un nuovo decennio, nella tradizione di McCartney degli anni Settanta e di McCartney II degli anni Ottanta. Registrato all’inizio di quest’anno nel Sussex, McCartney III è per lo più costruito da riprese dal vivo di Paul con la voce e la chitarra o al piano, sovraincidendo il suo basso e la batteria. Il processo ha avuto inizio quando Paul è tornato su un brano inedito dei primi anni Novanta, When Winter Comes, coprodotto da George Martin.

Parlando dell’album, Paul ha detto: «Vivevo in isolamento nella mia fattoria con la mia famiglia e andavo ogni giorno nel mio studio. Dovevo fare un po’ di lavoro su un po’ di musica da film e questo si è trasformato nel brano d’apertura e poi, quando è stato fatto, ho pensato: cosa farò dopo? Avevo delle cose su cui avevo lavorato nel corso degli anni, ma a volte il tempo si esauriva e rimanevano a metà, così ho iniziato a pensare a quello che avevo. Ogni giorno iniziavo a registrare con lo strumento su cui avevo scritto la canzone e poi, gradualmente, stratificavo il tutto. Ho fatto musica per me stesso, cose che mi piaceva fare. Non avevo idea che il lavoro sarebbe diventato come un album».