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I dieci migliori album degli anni Novanta da recuperare

10. Depeche Mode, Violator

Decima posizione per uno dei dischi più travolgenti degli anni novanta e dell’intera discogradia dei Depeche Mode. Violator è il matrimonio tra synth pop e arena rock e i Depeche Mode erano il gruppo perfetto per celebrarlo. Nella tracklist pezzi storici come Personal Jesus ed Enjoy The Silence, ma anche World In My Eyes.

9. Metallica, Metallica

Metallica rappresentò una svolta nella direzione artistica della band di James Hetfield, che abbandonò parzialmente le sonorità thrash metal degli anni ottanta per orientarsi verso sonorità più dirette e commerciali. Bob Rock – il produttore – spinse il gruppo ad allargare i propri orizzonti musicali, inserendo strumenti solitamente atipici per la musica heavy metal, come la sezione orchestrale in Nothing Else Matters.

8. Red Hot Chili Peppers, Blood Sugar Sex Magik

Ottava posizione per Blood Sugar Sex Magik dei Red Hot Chili Peppers. Il disco – prodotto da Rick Rubin (il produttore tra l’altro dell’ultimo disco di Jovanotti) – fu registrato in un ambiente non convenzionale, credendo che sarebbe aumentata la loro produzione creativa. Rubin suggerì The Mansion, una villa alle porte di Los Angeles, dove abitò il mago Harry Houdini; la band accettò.

7. U2, Achtung Baby

Gli U2 con Achtung Baby si piazzano alla posizione numero sei. Il disco porterà la band irlandese ad un cambiamento radicale nel loro genere musicale. Sempre fedeli al loro impegno politico e sociale, il gruppo questa volta, dopo la pausa seguita al LoveTown Tour, decide di dare una scossa al proprio modo di fare musica.

6. R.E.M., Automatic For The People

Settima posizione per Automatic For The People, il disco capolavoro dei R.E.M. Uscito nel 1992 – a solo un anno di distanza da Out of Time e introdotto dall’enigmatico primo singolo Drive – è considerato il lavoro più intimista e riflessivo della band nonché, secondo molti, uno dei dischi che più parla della morte.

5. Nick Cave & The Bad Seeds, The Good Son

Quinta posizione per i Nick Cave & The Bad Seeds. Dopo un album oscuro ed intenso come Tender Prey, Nick Cave decise di produrre un disco dalle atmosfere più rilassate. Il cambiamento nello stile era dovuto in larga parte all’innamoramento di Nick Cave per la stilista brasiliana Viviane Carniero.

4. Radiohead, Ok Computer

L’album è un vero e proprio punto di svolta dal precedente lavoro dei Radiohead, The Bends, basato sulla chitarra e su testi introspettivi per dirigersi verso testi astratti e musica sperimentale, che pose le basi per tutti i lavori successivi del gruppo. È unanimemente considerato dalla critica uno dei migliori album degli anni novanta e anche uno dei migliori album rock di sempre.

3. Oasis, (What’s the Story) Morning Glory?

Il disco capolavoro degli Oasis si piazza alla posizione numero tre. Se Definitely Maybe è l’album che introduce al sound degli Oasis, (What’s the Story) Morning Glory? è senz’altro la maturazione di un percorso di ricerca che porterà la band a toccare il cielo con un dito e a diventare una sorta di icone viventi («Non inventiamo nulla. Facciamo rock & roll. E il rock & roll non morirà mai»). Le chitarre distorte partorite da Noel e il timbro graffiante di Liam sono gli ingredienti che hanno permesso agli Oasis di prendersi la scena in un campionato giocato da alcuni tra i più rilevanti progetti musicali del decennio: uno su tutti, gli eterni rivali Blur di Damon Albarn.

2. Pearl Jam, Ten

Ten dei Pearl Jam è uno dei migliori album di debutto di sempre. Insieme a Nevermind dei Nirvana, è stato l’album che ha permesso l’affermarsi del movimento grunge durante i primi anni novanta. L’album produsse tre singoli di successo, Alive, Even Flow e Jeremy, che furono accompagnati da tre videoclip di altrettanta fama. La rivista Rolling Stone ha inserito Ten al 209esimo posto della sua lista dei 500 migliori album (che vede al primo posto Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles).

1. Nirvana, Nevermind

Prima posizione per Nevermind dei Nirvana. La tecnica compositiva alla base di questo lavoro è estremamente omogenea: l’utilizzo di melodie pop, di immediato appeal, ma affiancate da sonorità e linee vocali aggressive, quasi punk. Un lavoro di produzione musicale apparentemente molto semplice e non ultima la poderosa campagna promozionale e la produzione di videoclip promozionali estremamente azzeccati sono alcuni fra i fattori che contribuirono al successo planetario di questo lavoro.