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Tutto quello che sappiamo del nuovo film di Martin Scorsese

“Negli anni Venti le persone più ricche pro capite del mondo erano membri della nazione indiana Osage in Oklahoma. Dopo che il petrolio fu scoperto sotto la loro terra, gli Osage cavalcarono in automobili con autista, costruirono case e mandarono i loro figli a studiare in Europa. Poi, uno per uno, hanno cominciato ad essere uccisi”. Così recita la sinossi ufficiale del romanzo del reporter infaticabile David Grann Killers of the Flower Moon: The Osage Murders and the Birth of the FBI pubblicato nel 2017. Dopo la lettura del saggio il grande regista Martin Scorsese ne è rimasto colpito a tal punto che ha deciso di tornare sul grande schermo, dopo il successo di The Irishman, con un dramma western omonimo dell’opera di Grann che – parole dello stesso Scorsese – presenterà una «rappresentazione accurata» della Osage Nation in quanto l’obiettivo del Premio Oscar alla Miglior regia nel 2007 è quello di «immortalare un momento della storia americana che non dovrebbe essere dimenticato». Accuratezza che dovrebbe essere garantita non solo dalla fedeltà al reportage di Grann ma anche dal fatto che Scorsese ha trascorso diversi mesi incontrandosi con vari membri della Osage Nation, approfondendone storia e tradizione.

Non c’è solo grande interesse per la trama della nuova creatura dell’osannato regista newyorkése ma c’è anche molta attesa di vedere all’opera due totem della recitazione come Leonardo DiCaprio e Robert De Niro, entrambi pluripresenti nelle pellicole di Scorsese, il primo per cinque volte, il secondo addirittura per nove. Il cast del film è completato da Jesse Plemons, Lily Gladstone, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, JaNae Collins, Jillian Dion, Louis Cancelmi, William Belleau e due attori e musicisti vincitori di Grammy, Jason Isbell e Sturgill Simpson. Non sarà l’infortunio, pare ad una gamba, occorso a De Niro di cui si vocifera da un paio di giorni – incidente che comunque non sarebbe avvenuto sul set – a rallentare ulteriormente una produzione già fortemente colpita dalla pandemia, poiché pare che l’attore avesse già girato gran parte delle sue scene. Da circa un mese sono infatti finalmente cominciate le riprese (originariamente previste per marzo 2020) ed è di pochi giorni fa la prima immagine fuoriuscita del film che rappresenta DiCaprio (Ernest Burkhart), nipote di un influente allevatore, seduto a tavola al fianco di Lily Gladstone (Mollie Burkhart), una donna di etnia Osage che si innamora di Ernest. All’inizio della loro relazione, Mollie lo invita a cena e da quel momento stringono un legame molto forte.

Se vedere DiCaprio seduto in una sala arredata da antichi orpelli ci fa balzare alla memoria lo straordinario accesso d’ira vissuto nei panni dello schiavista Calvin Candie nel western tarantiniano Django, i colori ed il suo sguardo serio e perduto nel vuoto avvicinano il frame ai tormenti e alle inquadrature di Shutter Island, un lavoro che ha visto la compartecipazione di Scorsese e DiCaprio. “Mentre il bilancio delle vittime superava più di ventiquattro Osage, la neocostituita F.B.I. si occupò del caso, in quella che è diventata una delle prime principali indagini sull’omicidio dell’organizzazione”, continua la sinossi del bestseller David Grann gettando anche il giovane Federal Bureau of Investigation fondato nel 1908 dal famosissimo J. Edgar Hoover – personaggio storico interpretato tra l’altro da DiCaprio nel 2011 in J.Edgar di Clint Eastwood – in un film che tra petrolio, tensioni razziali (bianchi-indiani) e proibizionismo, promette di avere molta carne sul fuoco. Killers Of The Flower Moon è una collaborazione tra Paramount e Apple TV + la cui sceneggiatura è stata curata da Eric Roth (noto per Forrest Gump, Munich e A Star Is Born), fruisce di un budget di 200 milioni di dollari avrà una prima cinematografica e poi andrà in streaming su Apple TV +.

Andrea Schinoppi
Autore

Nato all’ombra del Colosseo, il background culturale non poteva che essere quello dello storico... mi perdonerete pertanto una certa nostalgia per il rock genuino degli anni andati e per le interpretazioni senza tempo dei maestri De Niro e Al Pacino.