Opinion musica

Eddie Vedder è una fonte inesauribile di sorprese, e “Long Way” è l’ultima

Continua il periodo prolifico di Eddie Vedder che, dopo la partecipazione alla colonna sonora dell’ultimo film di Sean Penn, Flag Day, assieme alla figlia Olivia, Glen Hansard e Cat Power, ha pubblicato ieri Long Way, il primo singolo del nuovo album solista, Earthling. Una novità del tutto inaspettata che ha colto di sorpresa i fan del frontman dei Pearl Jam, già divisi sul web – come capita di consueto negli ultimi anni – fra la nostalgia del ragazzo dai salti imprevedibili e l’amore per la caratterizzazione più pacata e cantautoriale del suo percorso “indipendente”. C’è da dire, però, che per questo brano – distribuito, come l’intero disco, dalla sua etichetta Seattle Surf/Republic Record – Vedder ha messo insieme una vera e propria band. Oltre al ruolo di produttore (e vincitore di un Grammy Award), Andrew Watt ricopre anche quello di bassista e chitarrista. Alla cinque corde, con lui, Josh Klinghoffer (Pluralone), alla batteria Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, ai cori Harper Vedder (secondogenita dell’artista) e alle tastiere Benmont Tench degli Heartbreakers, la formazione storica di Tom Petty.

È proprio l’influenza ed il sound di Tom Petty a riecheggiare distintamente per tutta la durata della canzone. Un tributo evidentissimo alla leggenda californiana, scomparsa nel 2017, che Eddie ha omaggiato più volte sul palco, a partire dal 1994, con una versione indimenticabile di I Won’t Back Down. Un’impronta che rimanda, da una parte, al rock radiofonico degli anni Ottanta e, dall’altra, ad alcune car songs dei Pearl Jam: da The Long Road ad Untitled, da MFC a Thumbing My Way. Tuttavia l’ispirazione di Eddie Vedder solista viaggia sempre più in una direzione personale, contemporanea e parallela rispetto alle facili comparazioni con il gruppo di riferimento. Aspettiamo, quindi, l’imminente uscita del secondo estratto, The Haves, e la data di pubblicazione dell’intero lavoro in studio, non ancora nota.

Laura Faccenda
Autore

Da penna dedita alle note, alle canzoni, ai concerti, sogno una scrivania alla Lester Bangs del nuovo millennio. Lavoro a Milano, amata ed odiata metropoli, come content creator e copywriter creativo. Se avessi una macchina del tempo? Anni Novanta, Seattle, patria del Grunge.