Interviste musica

Rettore-Ditonellapiaga è la coppia di cui Sanremo aveva bisogno

Il paleontologo Jack Horner dice che i biologi dello sviluppo sono quasi sul punto di creare il gallinosauro, un animale che geneticamente è un incrocio tra una gallina e un dinosauro. Sembra che questo progetto sia realizzabile perché esiste un legame evolutivo tra l’antico rettile e il volatile moderno. Sanremo è un buon momento per concepire combinazioni metaforicamente simili, perché è dalla fusione che vengono fuori le cose migliori. Ecco, miss Rettore e Ditonellapiaga sono il gallinosauro del palco dell’Ariston. Un mix and match di follia a cui è difficile resistere. L’esito non è così scontato, basti pensare a cosa è successo qualche anno fa con Morgan e Bugo. Basta una parola fuori posto e la chimica finisce, per citare il titolo della loro canzone. Ed in effetti le cose sembravano non andare benissimo. Stando ad un tweet del manager Angelo Napolillo, tra gli artisti in questione sarebbe esploso un contenzioso a causa dell’outfit. La cosa si è ingigantita, e non c’è stato magazine in Italia che non abbia riportato questo gossip. Malignità? Chiacchiericcio? Probabile. Direi quasi certo. La stima reciproca che le lega va ben oltre il gossip. «Io sono molto più piccola ed inesperta di lei, ma nel mio piccolo mi sento molto controcorrente, forse proprio grazie a lei. A suo tempo lei ha aperto le piste ad artiste come me, ed io le sono grata per questo, soprattutto per essere stata la prima cantautrice italiana», mi dice Margherita, nome anagrafico di Ditonellapiaga.

Quando le chiedo del brano in gara, mi risponde che è nato questa estate: «Durante la produzione è venuto fuori un immaginario che mi ha portata istintivamente ad attingere all’artista che ho qui accanto a me. Un’artista che mi ha ispirato moltissimo durante il mio ultimo lavoro discografico. È nata così l’idea del duetto, dal suo piglio provocante, provocatorio, ma ironico. Dopo l’incontro con Donatella abbiamo chiuso il pezzo insieme, facendolo diventare ancora più speciale». Donatella le sta accanto sorridendo, con l’aria da rockstar che la contraddistingue. Look total black, grossi occhiali da sole in faccia e la sua inconfondibile chioma biondo platino. «Sarà un festival spudorato», dice ridendo. È contenta di tornare dopo ben 28 anni di assenza. «Ma io ci sono stata anche l’anno scorso, alla serata delle cover», mi dice. E a proposito di cover, della loro Nessuno mi può giudicare dice: «Questo pezzo è sicuramente un antesignano di Chimica. Io avevo pensato ad altri pezzi, francamente, ma adesso abbiamo quella e dobbiamo far risplendere quella. Gorian ha trovato la chiave giusta per l’arrangiamento. Nonostante la presenza dell’elettronica, abbiamo fatto suonare tutta l’orchestra in una maniera non beat, ma rock, con sonorità attualissime». «È un pezzo molto irriverente – la interrompe Margherita. «Nel senso positivo del termine, ovviamente. Ed io reputo Dada una cantautrice molto irriverente».

«Se fosse stato possibile – continua miss Rettore – per la voce squillante e melodica che ha lei, io a Margherita avrei fatto cantare Lamette, oppure Kobra. È molto più nelle sue corde, ma non si poteva fare perché sono pezzi miei». E proposito di questo incontro generazionale, Donatella dice: «I giovani hanno perso due anni fondamentali della loro vita e della loro giovinezza. Vogliamo ridarglieli. Non sappiamo se cantare un pezzo all’Ariston basti, però vogliamo ridare un po’ di spensieratezza a questa generazione. Un messaggio ai più giovani? Divertitevi, sorridete, ma prima di tutto vaccinatevi. Il vaccino è l’unica via per la libertà. Mi scuso coi no-vax, ma noi dobbiamo andare avanti, viviamo in una società, siate comprensivi. Non possiamo stare rinchiusi nei bungalow perché voi dovete fare le vostre manifestazioni in piazza». Rettore è una donna ragionevole, artisticamente folle, ma di un’umanità spiazzante. Margherita la segue con l’aria innamorata, come fanno le persone che hanno l’umiltà di riconoscere l’altezza di chi le sta accanto. Non prevedo colpi di scena, ma solo un’irresistibile performance. Il gallinosauro non sarà quotato per la vittoria, ma la loro presenza su quel palco è una grande conquista per tutti.

Stefano Molinari
Autore

25 anni, cuore rock e anima da balera romagnola. redattore, disturbatore telefonico e soubrette degli anni Novanta. Sul mio CV vanto anni di esperienza come sorseggiatore di Champagne in Provenza, ma la verità è che bevo ancora vino dal cartone. Parlo peggio di come scrivo, e penso peggio di come parlo (praticamente sono perfetto per un reality show).