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Neanche i Rolling Stones sono riusciti a fermare i Killers a Milano

Il 21 giugno 2018 all’area Expo di Rho si teneva il giorno d’inaugurazione dell’edizione degli I-Days. Ad aprire un certo Liam Gallagher e, infine, i Killers, che portarono sul palco Wonderful Wonderful, il disco uscito l’anno precedente. Esattamente quattro anni sono trascorsi da quel travolgente concerto, lasciandoci in un mondo decisamente più fragile e danneggiato, specialmente se ci addentriamo a parlare della situazione musica dal vivo. I Killers, a cominciare da Brandon Flowers, che ancora una volta compie gli anni qua nel Bel Paese (quarantuno per la precisione), non hanno invece perso un minimo del brio a cui hanno abituato lo stuolo di fan che ogni volta si riversa ai loro concerti. Pubblico ben nutrito anche se poco distante da lì, a San Siro, delle leggende come i Rolling Stones celebrano i sessant’anni di carriera nell’unica data italiana del tour. Tra la folla dell’Ippodromo si alza l’urlo «Fuck Mick Jagger» ed effettivamente questa sfida tutta rock & roll con sede il capoluogo meneghino il gruppo di Las Vegas non l’ha accusata per nulla.

Decidendo di tralasciare il loro album più recente, Pressure Machine (a detta loro con sonorità più adatte a location indoor), i Killers, travolgendo la scaletta in precedenza resa pubblica, regalano una serata indimenticabile. Persino un cielo abbastanza intimidatorio, che non si è fatto mancare qualche timida goccia di pioggia, si è placato dinnanzi a uno scatenato pubblico intento a dimenarsi sulle note di Somebody Told Me. Brandon Flowers conferma anche stavolta la sua voglia di interagire con i fan presenti, come detto da lui stesso, gioioso del fatto di essere finalmente in Italia, a due anni dalla data originaria del concerto. Balza sui led colorati, corre da una parte all’altra del palco e affascina l’intero Ippodromo con le sue movenze da perfetto frontman di scuola Elvis Presley. Arriva persino a prendersi una banconota da venti euro da un fan, regalo per aver eseguito il suo brano preferito, al quale gesto contraccambia intonando un fuori programma inaspettato – Ti Amo di Umberto Tozzi.

Da non sminuire, ovviamente, anche il resto della band, in stato di grazia, a cominciare da Ronnie Vannucci, che con i suoi assoli di batteria in più riprese ruba la scena persino a Flowers. Ovviamente non sono mancate le storiche hit con le quali la band si è consolidata nell’immaginario collettivo: All The Things That I’ve Done – che il sottoscritto ha imparato ad amare grazie al bistrattatissimo Southland Tales – ha ricevuto il calore che si merita, con tanto di esplosione di coriandoli dal tricolore italiano nel momento del climax del brano. Per non parlare di Human, che ha fatto nuovamente ballare ciascuno di noi, e Mr. Brightside, eseguita in due differenti versioni, che chiudono l’esibizione. Inutile ribadire, quindi, che i Killers siano ancora in forma smagliante e in grado di garantire uno spettacolo sempre più eterogeneo, in linea con le sperimentazioni dei loro progetti più recenti, ma ugualmente intenso e accattivante.

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Iniziato alla settima arte sin dalla tenera età, Davide è un giovane totalmente alienato dalla realtà circostante, che scrive di cinema, tv e musica ovviamente in un modo tutto suo. Qualche volta riesce ad imbucarsi a qualche festival importante, e non lo hanno ancora scoperto. Vorrebbe diventare uno sceneggiatore in futuro, ma come quelli di "Boris".