Interviste musica

Il tempo dei Giant Rooks

Quando si parla coi Giant Rooks è possibile toccare con mano l’entusiasmo che caratterizza la loro personale idea di musica, la stessa che per due anni hanno deciso di non pubblicare. Fino a qualche giorno fa, quando la band tedesca ha messo online Morning Blue, un interessante singolo indie pop dai contorni marcatamente estivi. «È fantastico ricominciare a condividere nuova musica con i nostri fan, specialmente dopo un periodo difficile come quello della pandemia», mi dice Finn Schwieters. «Sin dal rilascio di Rookery (il loro album di debutto ndr.), ci siamo messi al lavoro su nuove canzoni e Morning Blue ci è sembrata subito sorprendente. Per certi versi addirittura curativa». Ma ciò che più colpisce dei Giant Rooks è sicuramente la filosofia con cui approcciano la realizzazione e la consegna di un loro prodotto.

Fred Rabe, il frontman, mi racconta di come ci siano voluti cinque anni prima di rilasciare Rookery, vantando un singolare utilizzo del tempo, quale valido alleato per progettare con criterio un’opera d’arte. Un concetto, questo, che sempre più spesso è sembrato scontrarsi con le rigide strategie di marketing applicate in ambito artistico. «Siamo abbastanza convinti che un artista debba prendersi il tempo di cui ha bisogno prima di condividere qualcosa di suo», mi dice. Ed è forse proprio per questo che il seguito di Rookery, al momento, non ha ancora una data di uscita. «Siamo in tour da quattro mesi e non abbiamo davvero avuto il tempo di lavorare a nuovo materiale, ma lo faremo sicuramente a settembre. Quello che è certo è che dentro al prossimo disco sentirete ancora il groove dei Giant Rooks». Morning Blue, dunque, rappresenta un ritorno in grande stile, una celebrazione in veste estiva fra la band ed i suoi sostenitori, in cui la voce di Fred canta: “Oh, we have come so far/But couldn’t reach the stars”. «Raggiungere le stelle per noi equivale a poter vivere di musica per i prossimi trent’anni, fra fan in delirio e tour in giro per il mondo», mi dicono.

E a proposito di touring, i Giant Rooks sono reduci da una tournée su scala mondiale, che passando per Messico e Stati Uniti, è arrivata a toccare i confini del nostro Paese, nel quale, dicono, sperano di poter tornare a suonare molto presto. «La bellezza di una tournée, in realtà, sta nei posti che visiti, nella gente che incontri e nel tempo passato insieme alla band e alla crew di supporto». Sulla loro personale ricetta del successo, invece, i Giant Rooks non hanno dubbi, e condividono la propria idea con schiettezza e decisione, senza pensarci su due volte. «Per quanto possa suonare come un cliché, crediamo che rimanere fedeli a sé stessi, così come fare quello che veramente si desidera, siano le chiavi in grado di aprire qualunque porta». E noi non potremmo essere più d’accordo.

Ciro Arena
Autore

Nato appena due giorni prima di Cristo, Ciro preferisce restare umile e limitarsi alla "semplice" speculazione musicale. Ha due grandi sogni: fare in modo che il mondo intero ascolti quanta più musica è possibile e cercare di avere abbastanza soldi per sé per permettersi almeno un disco al giorno.