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Tra qualche settimana parlerete tutti di Arlo Parks

Al suo nuovo disco hanno lavorato i producer di Adele, Charli XCX e SZA e il suo ultimo singolo la vede collaborare con Phoebe Bridgers.

Era il 2021 quando Anaïs Oluwatoyin Estelle Marinho irrompeva sulla scena musicale con il suo pluripremiato album di debutto, Collapsed in Sunbeams. Un progetto che ha conquistato tanto gli addetti ai lavori quanto il pubblico, raggiungendo la terza posizione nella UK Albums Chart e permettendole di vincere il Mercury Prize, oltre a ben due BRIT Awards come Miglior artista esordiente e Miglior artista solista femminile. La carriera di Arlo Parks inizia sognando tra le mura della sua cameretta nel sobborgo londinese di Hammersmith, dopo aver caricato alcune demo su BBC Music Introducing, piattaforma locale che supporta talenti musicali britannici senza un contratto discografico, le cosiddette hidden gems.

Ed è proprio nel talento indiscutibile e nella passione travolgente di Arlo che due conduttori radiofonici hanno trovato quel quid che le ha permesso di farsi conoscere su scala locale e successivamente nazionale. Come nelle migliori e più poetiche sliding doors della vita, la cantautrice non è mai tornata indietro sui suoi passi ed è diventata una delle voci di maggior impatto della scenda indipendente internazionale. Il suo cantautorato intimista, evocativo e consapevole le ha fatto guadagnare fan del calibro di Billie Eilish, Florence Welch, Michelle Obama, Angel Olsen, Wyclef Jean e Phoebe Bridgers. Con quest’ultima Arlo Parks ha recentemente duettato nel singolo Pegasus, un piccolo assaggio del suo ritorno sulla scena musicale previsto per fine maggio con il sophomore album My Soft Machine. Un lavoro immensamente personale, una narrazione acuta e brillante che ci porta dentro la mente della Parks e ci fa ricordare cosa significhi avere vent’anni. «Questo album rappresenta la vita attraverso il mio obiettivo, attraverso il mio corpo», racconta.

«My Soft Machine racconta l’ansia dei vent’anni, l’abuso di sostanze da parte degli amici intorno a me, le viscere dell’essere innamorati per la prima volta, la navigazione della PTSD e del dolore e dell’autosabotaggio e della gioia, il muoversi attraverso mondi con meraviglia e sensibilità – ciò che significa essere intrappolati in questo particolare corpo». Registrato tra Londra e Los Angeles, il disco vanta una lunga lista di collaboratori: da Paul Epworth (Adele) ad Ariel Rechtshaid (Charli XCX, Haim), da Romil Hemnani (Brockhampton) a Carter Lang (SZA) e Buddy Ross, storico collaboratore di Frank Ocean. E come per ogni disco che si rispetti, è già stato annunciato anche un tour che porterà l’artista inglese tra l’Asia e l’Europa, Italia compresa – l’appuntamento è fissato per il 19 settembre all’Alcatraz di Milano. Questo sarà indubbiamente l’anno di Arlo Parks