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Thirty Seconds to Mars, le regole del live perfetto

I Thirty Seconds to Mars sanno come si mette in scena uno show grandioso. E poi un Jared Leto in stato di grazia e dotato di ogni tipo di talento possibile su questa terra

Il mondo dei Thirty Seconds to Mars è davvero una “beautiful lie”, una bellissima bugia alla quale mi piace credere. Del resto, questo è lo showbiz e ormai sono abbastanza matura da distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. La differenza sta nel modo in cui racconti le bugie e in quanto puoi essere credibile nel farlo. Quando parliamo dei Thirty Seconds to Mars, parliamo di rockstar, questo è ovvio, ma parliamo anche di icone. Parliamo di un Jared Leto in stato di grazia e dotato di ogni tipo di talento possibile su questa terra: carisma, voglia di fare spettacolo. Parliamo quindi di un concerto che colpisce tutti, ognuno in modo differente, come poche altre occasioni riescono a fare.

A Torino, per la seconda delle due date italiane, Jared e Shannon Leto appaiono dalle scale laterali del palco, scendendo dall’alto del palazzetto fino al parterre. Una dichiarazione d’intenti: il pubblico sarà parte centrale dello show. I fan sono stati fatti salire sul palco per cantare, ballare, suonare, e poi seduti ai lati del palco per godersi lo spettacolo da un’altra prospettiva (cosa concessa anche ai fotografi a metà dello show). E poi Jared Leto, ancora Jared Leto. Probabilmente il giorno in cui hanno distribuito i talenti, a lui ne sono andati tantissimi. E non parlo solo dell’essere uno degli indiscussi più attraenti dell’universo, ma anche dell’essere un’icona d’immagine, di stile, un avventuriero certificato, attore (premio Oscar, mica noccioline), cantante, musicista, fotografo, regista e chi più ne ha più ne metta. Voce e batteria sono il nodo centrale, musicalmente parlando, di tutto lo spettacolo, rispecchiando i ruoli che i due fratelli Leto hanno all’interno della band.

La performance vocale di Jared, qualsiasi cosa se ne dica, non mostra un minimo di incrinatura, neppure durante la sezione acustica del live, durante la quale dà il meglio di sé in materia di ammiccamenti e piacioneria. In scaletta, tutti i punti cardine della loro discografia: Hail to the Victor, Hurricane, This Is War, From Yesterday, Stuck, A Beautiful Lie, The Kill (Bury Me) e, ovviamente, Closer to the Edge a chiudere il concerto. Non mancano fiamme ed effetti speciali, non manca niente, e la cosa più palpabile è il confondersi e fondersi di tutti gli elementi presenti. Quindi, vi direi che ieri sera sono stata su Marte, che ci ho fatto un giretto e mi è piaciuto. Oggi sono tornata sulla Terra con delle good vibes veramente potenti. I believe that Thirty Seconds to Mars can walk on water.