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Non è facile abituarsi al nuovo Noel Gallagher

Noel Gallagher, foto di Lawrence Watson

A distanza di tre mesi dalla pubblicazione del primo EP, Black Star Dancing, Noel Gallagher torna con nuovo brano, This Is The Place che anticipa l’uscita del secondo, omonimo EP, di una trilogia prevista entro la fine dell’anno come annunciato dal maggiore dei Gallagher lo scorso aprile ai microfoni di Radio X in occasione dell’inizio del suo tour mondiale («Ho tre nuovi lavori in uscita quest’anno, l’ultimo uscirà a dicembre»). This Is The Place sarà fuori ufficialmente il 27 di settembre (nello stesso giorno, tra l’altro, verrà mandato in onda l’MTV Unplugged di Liam Gallagher, registrato il 3 agosto alla Hull City Hall) e conterrà, oltre alla title track, A Dream Is All I Need To Get By e Evil Flower più due remix. Ma veniamo al nuovo singolo: più volte, nel corso delle sue interviste, Noel aveva annunciato quanto il sound dei nuovi lavori sarebbe stato caratterizzato da un’aderenza maggiore al suono tipicamente mancuniano (The Stone Roses e The Smiths per intenderci). E, di fatti, This Is The Place non tradisce le aspettative e, ad un orecchio allenato, non sfuggirà sicuramente una certa vicinanza a Begging You della band di Ian Brown appunto.

Un drumming martellante e una linea di basso potente sono gli elementi essenziali della traccia insieme alla voce, a tratti onirica, del buon vecchio Noel. Niente più chitarre, solo drum machine e basso aveva dichiarato lo stesso Noel ai microfoni di Radio2 a margine della sua esibizione al Concertone del Primo Maggio in quel di Roma. E così è (se vi pare). È questa, ormai, la direzione artistica tracciata da Gallagher senior. In molti storceranno il naso, altri invece lo ameranno a prescindere; la verità sta sempre nel mezzo. E la verità è che il brano è anche ben confezionato ma sembra mancare di quel trasporto emotivo, emozionale, al quale Noel ci ha, da sempre, abituati. Nel brano, intanto, Noel canta “Se vieni a scoprire quello cerchi/Posso dirti ora che questo è il posto”. Bene, quello che ci si chiede è se questo sia davvero il suo di posto. O forse siamo noi che, dopo venticinque anni di chitarre e canzoni-inni da stadio, ancora dobbiamo abituarci a vederlo nelle nuove vesti di cosmic pop star e probabilmente, non siamo ancora pronti al suo nuovo corso. Chissà.

Antonello Dascanio
Autore

Sono nato, a mia insaputa, nella città dei Sassi dove mi sono laureato in Beni Culturali. Amo la musica (ne sono ossessionato), lo sport e lo studio. Sono un Gallagheriano e Milanista doc e suono persino la chitarra (anche se ho imparato a farlo alla tenera età di diciannove anni). Sogno di diventare quello che nella realtà non sono: un filosofo e una rockstar. Il resto non me lo ricordo...