News

Torna il rock degli Who e speriamo sia sfacciato

The Who, icone di un rock sfacciato e sfaccettato. The Who, emblema di una nazione. The Who, sempre attivi e infiammati sul palco ma discograficamente fermi dal 2006, anno della pubblicazione di Endless Wire. L’attesa per i fan sembra essere finita, infatti la stessa band di My Generation e Baba O’Riley ha annunciato, in modo anti convenzionale, la data del rilascio del nuovo album: «Intorno alla metà di novembre», dice Pete Townshend durante lo show del Madison Square Garden (la data scelta è quella del 22 novembre e l’album si chiamerà Who). Uso il termine anti convenzionale perché, nell’epoca in cui gli intervalli al Super Bowl contano più della partita e in cui le conferenze stampa si fanno sui jet privati, è quantomai strano veder annunciare uno dei papabili album rock dell’anno in modo così spontaneo e proibizionista, quasi come un pettegolezzo sulla propria ex uscito per sbaglio durante una chiacchierata tra amici in un pub o, se preferite, come uno spoiler del finale di stagione della serie tv di punta fatto per leggerezza su un gruppo WhatsApp.

E a proposito di spoiler, la band londinese si è fatta sfuggire (si fa per dire ovviamente) anche un altro brano inedito; dopo Hero From Ground Zero (riproposta alla Scotiabank Arena di Toronto), è arrivata Big Cigars, perché il rock non può essere un segreto, non può far parte di un business plan (i lanci senza promozione delle varie Rihanna e Beyoncé sono strategie pubblicitarie, non manifestazioni di genuinità, ma questo già lo sapete). Si tratterà di un album «di undici o dodici brani in cui abbiamo cercato di stare lontano dal romanticismo, ma anche dalla nostalgia» hanno svelano, e a questo punto l’unica paura dei fan e della band è che, all’uscita dell’album, non saranno più inediti perché li avranno già suonati o fischiettati tutti ad amici, supporter e conoscenti. Annunciati anche dieci live che andranno in scena tra il Regno Unito e l’Irlanda tra marzo e aprile: la prima data è fissata per il 16 marzo alla Manchester Arena per poi proseguire a Dublino, Newcastle, Glasgow, Leeds, fino al gran finale l’8 aprile a Londra.

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.