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Noel Gallagher ha messo la testa a posto, forse

Il più grande dei Gallagher è sempre stato una certezza, sia con gli Oasis, sia da solista. Quando avevi bisogno di un po’ di sano british rock, lui c’era. Poi però Noel Gallagher ha smesso di fare il Noel Gallagher: è arrivato Who Built The Moon?, il cosmic pop, This Is The Place, Black Star Dancing e il suo pubblico ha iniziato a storcere il naso. Sia chiaro, non c’è nulla di male in ciò ed è giusto che l’artista sperimenti ma la sua carriera è stata costruita sul quel vuoto insanabile che gli Oasis hanno lasciato ed è quindi normale aspettarsi da Noel quel sound lì. Fatto sta che intorno a lui sembra oggi non esserci più niente; non c’è l’hype, la gloria e nemmeno i soldi (il suo ultimo album ha venduto appena centomila copie, un terzo rispetto al suo predecessore e un sesto rispetto al disco di debutto) ma nonostante ciò l’ex Oasis continua a pubblicare brani, uno dietro l’altro.

L’ultimo è arrivato giovedì, si intitola Wandering Star ed è il primo singolo estratto da un nuovo EP, Blue Moon Rising, in uscita il prossimo 6 marzo. La canzone – scritta, arrangiata e registrata negli Abbey Road Studio – non solo abbandona le produzioni electro dance di This Is The Place ma segna un ritorno (almeno apparente) a quei suoni eterni che agli inizi degli anni novanta l’hanno portato insieme a suo fratello Liam nell’Olimpico del rock inglese. Certo, Wandering Star non è memorabile e a dirla tutta non brilla neanche di originalità (se l’intro vuole essere un omaggio ai Beatles le strofe sono un chiaro richiamo – a tratti quasi fastidioso – a Dreamer di Ozzy Osbourne) ma almeno riesce nell’intento di non sembrare l’ennesimo buco nell’acqua. Insomma, Noel prova il riscatto e quasi ci riesce, per questo noi un’altra opportunità gliela diamo. Ma stavolta deve giocarsela bene.