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Quando pensate di aver capito Lady Gaga, l’avete già fraintesa

Il termine camp si riferisce all’uso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch nell’arte, nell’abbigliamento e negli atteggiamenti. Se volessimo provare a dare una definizione migliore di Stupid Love, non potremmo riuscirci. È tornata Lady Gaga e ha riportato nelle nostre orecchie quel genere di pop talmente sopra le righe da creare dipendenza. La Germanotta ritorna dopo un viaggetto a spasso per i tanti generi musicali che ha esplorato in questi anni. A quasi quattro anni di distanza dall’ultimo album Joanne, il film A Star is Born e la linea di prodotti Haus Laboratories, Lady Gaga è di nuovo pronta a far ballare il mondo. Stupid Love ha una struttura molto semplice e ripetitiva, ma ha le carte in tavola per essere un tormentone radiofonico, nonostante sia stato selvaggiamente gambizzato da un leak che ha svelato in anteprima il brano mesi fa.

La cover del singolo sembra una di quelle illustrazioni che si trovano sulle giostre delle fiere di paese, perfettamente in linea con il livello di tamarraggine della canzone. Un livello che va via via superandosi col video ufficiale, su YouTube da stanotte (potete guardarlo qui sotto). Un tripudio di colori, a suggerire il titolo del nuovo album: Chromatica. Lady Gaga, eroina su un pianeta sconosciuto, balla e canta stretta nei suoi costumi rosa schiaparelli. Le scene che si susseguono sembrano tratte da un manga giapponese degli anni ’90. Il video, la canzone, gli outfit, le coreografie, ogni cosa grida CAMP. Ogni cosa è così dannatamente sopra le righe, da essere ipnotica è irresistibile. Una zebra a pois, rosa come un evidenziatore Stabilo. Insomma, Lady Gaga ha il potere di sovvertire i valori estetici, e di sublimare tutto il kitsch possibile in un’arte che pare quasi elitaria.

Quella della cantante italoamericana è la risposta a quanti chiedevano un po’ di frivolezza, dopo le tante ballad struggenti a cui ci stava abituando. Lo fa con la forza dirompente dell’esagerazione, di cui lei è assoluta regina. Ha dato donuts glassati al popolo che chiedeva pane, col rischio di non essere capita. Col rischio di essere fraintesa, presa per una pazza coi capelli rosa che gioca a fare la versione rosa di Wonder Woman. Col rischio di vederla principessa guerriera di qualche galassia glitterata, pronta a fare fuori la Gaga sofisticata ed elegante che fa concerti jazz e sorseggia brandy su uno Steinway nero. La verità è che lei è tutto questo, e molto altro. La verità è che quando pensate di aver capito Lady Gaga, l’avete già fraintesa. Lei non è catalogabile. È l’eccezione al piattume senza identità che abbiamo intorno. E se è riuscita a fare un video del genere, girandolo solo con un iPhone 11 (difficile crederci), immaginate cos’altro sarebbe capace di fare.

Stefano Molinari
Autore

Ventitré anni di indigestioni musicali. Scrivo per non mangiare carboidrati. Più tagliente dei coltelli di Chef Tony. Tranquillo come la Cipollari al terzo caffè. Sono un gentleman col cuore punk. Mi chiamo Stefano, ma potete chiamarmi Ilmolinari.