Recensioni

Yung Lean è sempre arrivato prima degli altri

Appena terminato di ascoltare il nuovo album di Yung Lean, ho subito pensato: “wow”. D’altronde, con Starz, l’ascesa del rapper svedese nato a Minsk e cresciuto a Sodermalm, quartiere centrale di Stoccolma, può ritenersi finalmente completata. Basti pensare alle sonorità usate già 5 anni fa e che hanno reso Lean un artista all’avanguardia ma che oggi lo portano ad essere solamente attuale. Un artista arrivato sempre prima degli altri nel proporre nuove sonorità, che non fanno riferimento alla scena di nessun Paese in particolare, ma che collocano Yung Lean in un limbo facilmente riconoscibile per via della sua avanguardia e della sua unicità.

Starz arriva due anni dopo Poison Ivy – e dopo un altro lavoro firmato con il nome di Jonatan Leandoer96 – ed è stato anticipato dai singoli Boylife in EU, Violence e Pikachu. Una nota stampa rilasciata dall’artista a proposito di Boylife in EU dichiara che il brano «rispecchia gli ultimi sei anni della vita di Lean», nella quale l’artista tira un po le somme delle vittorie e delle sconfitte nella sua vita da superstar, ma anche della redenzione e della ricerca di una collocazione precisa nel mondo odierno. Un album che grazie alle sue sonorità ambientali ci trasportano verso una sensazione di gelido per poi riscaldarci grazie alle melodie vocali di Lean.

Oltre al singolo Boylife in EU, in rilievo c’è Dance in The Dark, una canzone che trasmette una sensazione di sofferenza e armonia allo stesso tempo e nella quale Lean si allontana dagli schemi classici del rap, senza però abbandonarli del tutto. Butterfly Paralyzed, invece, evoca pura euforia in tarda notte, grazie anche alla presenza di un synth a tratti epico. Insomma, Starz è un disco nel quale bisogna lentamente immergersi per provare il mix di sensazioni che sa regalare. In Hocus Pocus, brano dell’album Warlord del 2016, Lean cantava: “Scommetto che non potrai mai arrivare alle stelle”. Ma con questo lavoro ci arriva eccome, consacrandosi definitivamente tra i grandi artisti mondiali non collocabili.

Donatello Marmora
Autore

Mi piace andare a festival e concerti anche se l'età inizia a farsi sentire. Ascolto di tutto e sono allergico alla musica non fatta con il cuore.