Opinion

“Fuori noi” è la terra di mezzo di Gazzelle e gli Zero Assoluto

C’è qualcosa di Niccolò Contessa nell’incipit di Fuori noi degli Zero Assoluto, il nuovo brano in collaborazione con Gazzelle. Una sorta di soliloquio in cui ci si aspetta una risposta che non arriva, come d’altronde non arrivava per l’one man band de I Cani. “E mi spaccherò la schiena per portarti dove vuoi” è invece il classico ritornello alla Gazzelle che nel complesso non può non farsi ascoltare con piacere e leggerezza. Un brano pop dalle sonorità di quell’indie che fu e che oggi porta il nome di un figlio non del tutto prediletto: l’itpop. Gli Zero Assoluto, in tal senso, avevano già tracciato una linea anni fa e, per certi versi, sono stati una sorta di itpopstar (se è lecito utilizzare questo neologismo) degli anni Duemila.

Non siamo di certo di fronte alla nuova Stairway to Heaven, ovviamente, ma è chiaro ed evidentemente ancora una volta che la nuova scena pop è molto meno diversa da quel che tanto fingeva di ripudiare. Quindi, facendo un gioco di associazioni ed allegorie, è evidente che il figlio (in questo caso Gazzelle o, se preferite, l’indie) dopo aver un po’ disdegnato in adolescenza il proprio padre (che poi in questo caso i padri sono due: Thomas e Matteo nelle vesti del pop radiofonico), sia tornato a bercisi una birra insieme, davanti alla partita, senza armi e a metà strada, nella terra di mezzo che chiamiamo Itpop. Verrebbe proprio voglia di scomodare quella frase sui giri immensi che poi ritornato, ma in questo albero genealogico Baglioni è evidentemente il nonno di Flavio e il papà degli Zero. Ma questa è un’altra storia. Anzi la stessa, solo traslata di qualche decennio.

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.