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Con il nuovo album i Kings of Leon sono usciti dalla comfort zone

Essere una della band più importanti di un movimento musicale non dev’essere affatto facile. Quando selezioniamo su Spotify una playlist indie rock, tra i primi pezzi troveremo sempre Sex On Fire o Use Somebody, i capolavori più acclamati di quella fantastica band che prende il nome di Kings of Leon. Ma la famiglia Followill ha tanto altro da raccontare e, dopo cinque anni dall’ultimo lavoro WALLS, ha rilasciato un album veramente particolare. When You See Yourself nasce come un progetto che farà parlare di sé già dalle sue premesse, ovvero sarà il primo album della storia ad essere pubblicato anche in NFT (non-fungible token, ovvero in criptovalute). Gli NFT non riguardano però valori monetari, bensì forme d’arte come musica o biglietti per concerti. Insomma, una novità tecnologica che potrebbe risultare uno spartiacque nel mondo dell’economia musicale mondiale. When You See Yourself è un album che, al primo ascolto, non potrà lasciare indifferenti i fan della band del Tennessee: sonorità totalmente nuove che abbandonano il mood delle hit indie con i classici riff di chitarra per abbracciare un universo molto più intimista e affascinante.

La discografia dei Kings of Leon è sempre stata caratterizzata da album molto distanti tra loro, ma sempre con una visione di insieme che volgeva verso una decisione ben precisa. In questo caso sembra che le regole discografiche siano state del tutto messe da parte, andando invece a fare un lavoro di fino, una ricerca raffinata e epica che suona molto cinematografica. Sì, perché questo è un album che potrebbe essere una splendida colonna sonora. Per la prima volta in carriera il gruppo di Caleb Followill lavora di fino, inserendo strumenti come i sintetizzatori e producendo undici tracce non radio friendly. Canzoni per l’appunto molto lunghe, che superano anche i cinque minuti, come le bellissime A Wave o 100.000 People, ma che vanno a creare nel complesso un’aura bellissima e un’atmosfera che rievoca i luoghi e le emozioni tipiche della storia dei Kings of Leon, ma in una chiave molto più matura. “Maturità” è infatti la parola che può meglio identificare When You See Yourself: dopo vent’anni di carriera i Followill scelgono una strada nuova, anomala, fregandosene della moda e delle vendite. Il risultato? Un disco estremamente autentico e carico di emozione. Un regalo ai loro fan che sicuramente ameranno alla follia le nuove tracce, nell’ottica di continuare a conoscere una band che ha segnato la musica degli anni Duemila e che oggi, in un periodo così incerto, dimostra di non aver paura di andare avanti.

Vincenzo Cozzolino
Autore

Classe 1995, studente e appassionato di comunicazione digitale e giornalismo. Ho la musica nel sangue e una ossessione per le serie tv.