Opinion musica

Con “Higher Power” i Coldplay sono tornati alle sonorità da aperitivo

La notte scorsa persone da ogni parte del mondo con un click si ritrovano sorprendentemente in collegamento streaming con la stazione spaziale internazionale. Thomas Pesquet, astronauta francese dell’Agenzia Spaziale Europea è l’host di questa escursione ultraterrena gentilmente offerta dal gruppo britannico più disquisito, amato, odiato e indiscutibilmente pop degli ultimi tempi: i Coldplay. La prolungata assenza di Chris Martin e soci ha fatto sì che nelle loro menti scattasse l’idea di un progetto di lancio ben studiato ed architettato, che riproducesse una fuga dalla Terra, alla ricerca di forme di vita aliene, immaginando una serie di enigmi dal linguaggio criptico da proporre in un lasso di tempo abbastanza lungo da incrementare l’hype da nuova uscita. Simboli e colori fluo hanno finalmente acquisito un senso la notte scorsa in collegamento con l’originalissima (si fa per dire) alienradio. Se suonare con un pubblico terrestre risulta difficoltoso, o almeno ancora per poco, perché non sottoporre ad orecchie aliene in anteprima assoluta il nuovo singolo?

Higher Power ufficializza il ritorno della band britannica: dopo aver planato sul pianeta del superimpegno dialettico e tematico del precedente Everyday Life, sembra che i Coldplay siano atterrati nuovamente sulle sonorità da aperitivo, quelle che da Mylo Xyloto in poi hanno conquistato i cuori e le orecchie dei più. Ed ecco che non a caso, prima del lancio nello spazio, il caro Chris è apparso su TikTok al di sotto della struttura del Glastonbury Festival, preannunciando la ballabilità dell’ennesima hit estiva. Sì, perché Higher Power si appresta ad essere una di quelle che appena acchiappi in radio, o cambi immediatamente borbottando che non ci sono più i Coldplay di una volta, o inizi a canticchiare muovendoti, come ci suggeriscono gli ologrammi nel video, magari mentre bevi il tuo spritz, rigorosamente con giacca appoggiata sulle spalle come moda vuole. I Coldplay oggi sono di chi vuole darsi un tono quando gli si chiede che musica ascolta, di chi invece ne conosce solo i singoli passivamente ascoltati nelle clip delle trasmissioni tv;  di chi li rinnega e di chi li continua ad apprezzare dal primo Parachutes. Perché diciamolo, all’ombra dei successi internazionali da ballare, dopo 21 anni, Chris Martin ci regala ancora qualche perla. Ma non in questo caso.

Martina Guaccio
Autore

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.