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Tommaso Paradiso è tornato e somiglia un po’ a quello di “Fuoricampo”

Tommaso Paradiso

Chiunque sia un appassionato di investimenti finanziari sa che il momento giusto per puntare su un titolo è durante il ribasso. Se poi il titolo ha raggiunto i minimi storici, è consigliabile, a maggior ragione, munirsi di una massiccia dose di coraggio e investire la propria liquidità. Tommaso Paradiso con Ricordami ha raggiunto, secondo il sottoscritto (ma non secondo i Dj che costruiscono i palinsesti radiofonici), il suo minimo storico. Un sound di plastica quasi cartoonesco e una poetica neanche lontanamente paragonabile ai classici del repertorio dei Thegiornalisti. Era dunque auspicabile – sono le leggi della statistica a dircelo – una nuova candela verde, ossia una risalita del titolo “Tommaso Paradiso S.p.a.”. E così è stato. Magari no è un brano profondamente derivativo, certo, ma con uno spiccato buon gusto nella scelta delle parole, delle immagini, dei suoni e delle linee melodiche. I fan di vecchia data non chiedevano altro: un buon brano cantautorale che suonasse autentico (“E non dirmi davvero che ti risveglierai lunedì/Senza un casino nel petto un casino nel letto/L’ultimo pacchetto e poi magari smetto/O magari no”, canta l’ex Thegiornalisti nel ritornello).

Niente sovrastrutture, voli pindarici o facili ritocchi all’ultimo grido (eh sì, perché la musica, quando non è viscerale e nuda, non è altro che un manichino da vestire con i capi più trendy). Paradiso torna ai giri di pianoforte alla Elton John, alle chitarre elettriche del Vasco di Bollicine e alle acustiche ritmiche degli Oasis. Un modo per lasciare che il brano si mostri per ciò che è. Che poi si sa, la produzione ampollosa e barocca non valorizza i brani, il più delle volte li banalizza. Nessun esercizio di stile dunque, solo buona musica leggera (anche se non amo molto questa definizione). Un passo in avanti per il cantautore romano che si riassetta sui livelli di Questa nostra stupida canzone d’amore e New York. La speranza è che Space Cowboy ci riservi qualche piacevole sorpresa, una Dr. House, per esempio, in grado di ricordarci che Tommaso Paradiso è un cantautore tra i più illuminati del panorama, prima ancora di essere una potente e lucente macchina da hit pluriplatinate. I segnali positivi ci sono tutti, finalmente: per chi ha ancora il coraggio di investire su Paradiso, questo è il momento.

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.