Interviste musica

Gli Editors di Tom Smith non vogliono essere schiavi del passato

L’uscita di EBM rappresenta un ulteriore tassello nella variegata produzione artistica degli Editors, che da oltre diciassette anni continuano a sperimentare sul suono mostrando i diversi aspetti che li edificano. Di strada ne hanno fatta da The Back Room e nonostante alcune perplessità sono riusciti ad andare avanti facendo ciò che più riuscisse a rispecchiarli, senza cercare di accontentare per forza il pubblico, cosa che in pochi si possono permettere di fare. «Ci piace camuffare il suono della band come ha fatto Bowie – mi dicono alla viglia del loro ritorno in Italia – Lo sappiamo che per alcune persone questo può essere sconvolgente, perché vorrebbero che ripetessimo The Back Room ancora e ancora. Ma per noi le migliori canzoni che abbiamo coprono tutti gli stati d’animo: The Phone Book, Munich, Papillon, The Boxer ci appartengono e raccontano l’estensione musicale che abbiamo». Ed effettivamente hanno ragione, perché EBM rappresenta un’altra anima degli Editors, anche grazie all’ingresso in formazione di Benjamin John Power aka Blanck Mass che ha saputo donare al disco un carattere più dance. «Avevamo già lavorato con Benjamin per alcuni brani di Violence (il loro sesto album in studio ndr), quindi conoscevamo il suo stile e il suo modo di lavorare alla programmazione musicale», mi spiega Russell Leetch.

«Ben (Benjamin ndr.) ha composto la maggior parte delle nuove melodie, cosa che non avevamo fatto con nessun altro disco e questo ha portato all’eccitante prospettiva di un nuovo lavoro in studio». L’ingresso di Blanck Mass nella band ha significato inoltre che, per la prima volta nella storia degli Editors, la scrittura dei brani non è partita dal frontman Tom Smith, che definisce l’innesto di Benjamin «una botta di adrenalina nel nostro processo creativo». Risulta evidente infatti che si tratti di un progetto dove ad avere maggiore importanza è il suono, rispetto alla parte vocale che da sempre è uno degli elementi portanti degli Editors. La centralità del suono non distoglie però l’attenzione dalle parole che compongono i brani: la scrittura di Tom è ancora una volta matura e molto evocativa. «La pandemia ha colpito tutti e per forza di cose è penetrata nelle canzoni di EBM. Silence è la canzone più diretta e che più si avvicina all’argomento, è un brano che parla da sé». Diametralmente opposta a Silence c’è Picturesque, il pezzo forse più potente di tutto il disco in cui Tom canta “When your hate don’t cut it/Through the mess you started/I confess, I find it picturesque”: «Parla dello stato generale del mondo. D’altronde guarda dove siamo finiti, gli umani a volte sono un disastro». E se gli umani a volte sanno essere un disastro, è importante che all’interno di una band ci sia equilibrio, anche quando alcuni membri se ne vanno (Chris Urbanowicz) e altri arrivano (Blanck Mass).

Prendersi cura dei rapporti di amicizia non è semplice, specie se durano da molti anni: «Le relazioni sono complicate, quando la tua musica, che è un lavoro emotivo, ruota attorno ad amicizie lunghe vent’anni, le cose cambiano e cerchiamo di capire e accogliere le nostre emozioni». Di una cosa si dicono convinti: «I giovani Editors che cantavano Bullets e Munich forse non si sarebbero mai aspettati l’evoluzione che avrebbero fatto album dopo album, ma sarebbero sicuramente fieri di come sono diventati». «Quale musica ascoltiamo? – prosegue Leetch – poco fa ho ascoltato i King Crimson, Moderat e i The The. Ma in questo momento sono innamorato delle First Aid Kit  (un duo svedese composto dalle sorelle Johanna e Klara Söderberg, rispettivamente classe 1990 e 1993 ndr.) e dei Jockstrap, adoro la loro produzioni». Nonostante l’amore ritrovato per la sperimentazione in studio, la band di Stafford ha grandi ambizioni anche per gli spettacoli dal vivo – stasera si esibirà al Fabrique di Milano, domani all’Unipol Arena di Bologna. Un tour europeo iniziato con l’uscita del disco e che si concluderà a febbraio con la leg nel Regno Unito: «Il pubblico sta amando i nuovi arrangiamenti dei nostri vecchi brani, ma anche i brani di EBM». Si fermano un attimo. «Non è grandioso?».

Valentina Dragone
Autore

Nata in un freddo sabato sera d’inverno, da allora la mia esistenza è stata sempre in bilico tra le feste e il divertimento e il buio dell’incertezza della vita e della solitudine. Metteteci pure che sono laureata in filosofia e allora la faccenda si complica.