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Ed Sheeran è fuori dalla tempesta

La fine della tempesta emotiva ha permesso ad Ed Sheeran di confezionare “Autumn Variations”, un disco che racchiude le mille sfumature dell’essere diventati pienamente adulti

Ed Sheeran ha messo l’ennesimo tiro a segno con Autumn Variations, un progetto che per la prima volta lo vede detenere il cento per cento dei diritti d’autore e che è stato rilasciato dalla sua etichetta indipendente, la Gingerbread Man Records. Un lavoro in studio totalmente grassroots che affonda le sue radici nell’ultimo anno di collaborazione con Aaron Dessner dei The National – «Lo scorso autunno, ho scoperto che io e i miei amici stavamo attraversando moltissimi cambiamenti di vita. Dopo il caldo dell’estate, tutto si è calmato, si è sistemato, è caduto a pezzi, è venuto al pettine o è imploso», racconta. «Quando ho attraversato un momento difficile all’inizio dello scorso anno, scrivere canzoni mi ha aiutato a capire i miei sentimenti e ad accettare ciò che stava succedendo».

Tuttavia, Autumn Variations non è un disco autobiografico. Bensì racconta le mille sfumature e complessità dell’essere diventati pienamente adulti, descrivendo storie, situazioni e momenti tanto personali quanto delicati all’insegna della malinconia, della solitudine e della confusione. Quattordici tracce per quattordici punti di vista, che si incastrano perfettamente come un puzzle alternandosi sulle note di brani uptempo e ballad più introspettive, dove le vere protagoniste rimangono indubbiamente la voce del musicista di Halifax e la sua chitarra. Nonostante questo progetto possa essere indubbiamente considerato un’estensione di Subtract – pubblicato lo scorso maggio – in Autumn Variations è come un raggio di sole che fa capolino tra le nuvole dopo una giornata di pioggia. La fine della tempesta emotiva vissuta sul piano personale, con la scoperta del tumore della moglie, la conseguente depressione, l’alcolismo e la mancanza di autentiche certezze, ha permesso al cantautore di confezionare un disco riparatore.

Sulla copertina dell’album, illustrata da Scarlett Curtis (niente di meno che la figlia del regista di Quattro matrimoni e un funerale), troviamo una molteplicità di elementi che hanno ispirato la prosa di Sheeran: le birrette con gli amici, il lento ed inesorabile scorrere delle stagioni, le lunghe e fredde nottate trascorse alla ricerca dell’ispirazione per il disco, le foglie che cadono, le giornate di pioggia, l’amore per il calcio, la tristezza che cede gentilmente il passo alla felicità, l’amicizia fraterna e profonda, il matrimonio, la nascita di un figlio e i nuovi inizi. L’amore ancora una volta fa da collante tra tutti gli aspetti più intimi della vita della voce di Eyes Closed ed è proprio la ricerca – o forse la necessità – di questa intimità che ha spogliato il suo pop di ogni orpello, rendendolo minimal, ma non per questo scontato. Certo, bisogna ammettere che la licenza poetica e la cifra stilistica del buon Ed siano rimaste immutate nel tempo. American Town è il pezzo più radiofonico del disco, con il suo hook accattivante e terribilmente orecchiabile al punto da appiccicarsi nella mente dell’ascoltatore.

Sullo stesso filone, troviamo pezzi come Amazing, Plastic Bag e il rap mascherato di That’s On Me, con un mood che richiama l’iconica You Need Me, But I Don’t Need You del 2011. Le ballad presenti nel progetto (da Midnight a Spring, passando per When Will I Be Alright), fatta eccezione per la dirompente Punchline, non hanno la stessa magia di quei pezzi che lo hanno consacrato nel tempo. Autumn Variations è un guilty pleasure per il suo autore, compositore ed esecutore. Una parentesi (o forse l’inizio di un nuovo capitolo?) che ci fa riflettere su come Ed Sheeran sia riuscito a fare pace con sé stesso, riuscendo a parlare ancora una volta al suo pubblico più fedele.