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Da Fontaines D.C. a Turnstile: la line-up del Primavera Sound 2027

Tra certezze collaudate e nuove scoperte, l’edizione 2027 del Primavera Sound promette una festa con pochi rischi e moltissima musica. Il conto alla rovescia è ripartito: ci vediamo al Fòrum?

Barcellona si prepara a festeggiare un traguardo tondo, e il Primavera Sound sceglie di farlo andando sul sicuro. Il festival, nato nel 2001 e ormai punto di riferimento mondiale per la musica dal vivo, ha svelato la line-up della sua venticinquesima edizione, in programma dal 3 al 5 giugno 2027 al Parc del Fòrum. Centocinquantuno artisti in tutto, guidati da nomi che il pubblico del Fòrum conosce bene: i Fontaines D.C., in arrivo con il nuovo album Dopamine Chamber, FKA twigs, attesa con uno show completamente nuovo, e i Turnstile erano già in cartellone nel 2025, mentre i Massive Attack recuperano il concerto cancellato lo scorso giugno dal nubifragio del giovedì, quello che doveva essere il loro debutto al festival. Stessa sorte era toccata a Bad Gyal, anche lei di ritorno, e torna pure Lola Young dopo il forfait del 2026. Accanto alle certezze ci sono Phoebe Bridgers, fresca del terzo album Lost Weekend, la rapper Doechii al debutto in Spagna, la voce dei Paramore (Hayley Williams), Robyn, Caroline Polachek, i Pavement e i The Chemical Brothers, per la prima volta al Primavera.

Sotto i nomi grandi il programma resta un mosaico sonoro senza confini, e non mancheranno né le chitarre, né l’elettronica, né il rap. Sul fronte rock si va dall’indie storico di Pavement e Dinosaur Jr., alla psichedelia dei King Gizzard & The Lizard Wizard allo shoegaze dei DIIV, dal noise dei Gilla Band al math rock microtonale dei canadesi Angine de Poitrine, fino alle frange più estreme con Converge, Full of Hell e il doom di Castle Rat e Warning. L’elettronica schiera leggende come Underworld e The Chemical Brothers, la club music di BICEP, Joy Orbison e John Talabot, la house dei Prospa, il synth-pop di Metronomy e CHVRCHES, la dub techno di Pole e le visioni di Arca. Il rap parla soprattutto americano con Doechii, JT e Isaiah Rashad, ma c’è spazio anche per il mascherato EsDeeKid, da Liverpool, e per la scena urban di Metrika, Mushka e della cilena Akriila. Non mancano il pop, da Kim Petras e Tinashe alla rivelazione slovacca Adéla fino al K-pop delle Hearts2Hearts, né il cantautorato di Weyes Blood, Julien Baker e Bonnie “Prince” Billy.

E poi le sorprese più audaci: la rara apparizione dell’ottantunenne Vashti Bunyan, leggenda del folk britannico, uno speciale set di Anohni, il ritorno di Bradford Cox nei panni di Atlas Sound dopo sette anni lontano dai riflettori, il flamenco di Carlos de Jacoba & Ciutat. Senza dimenticare la scena spagnola e catalana, da Alcalá Norte e Los Punsetes a Guillem Gisbert e Mishima, e un pizzico d’Italia con la produttrice bresciana Marta Salogni, attesa in versione live. La chiusura del festival del sabato è affidata al b2b tra Skrillex, già headliner nel 2026, e la producer australiana Ninajirachi. Poi, domenica 6 giugno, toccherà all’ormai consueto finale del Primavera Bits, il party elettronico che quest’anno riunisce per la prima volta in assoluto Richie Hawtin, Four Tet e Dixon, per otto ore di set alternati. In parallelo, dal 2 al 5 giugno, si terrà anche Primavera Pro, il meeting internazionale per i professionisti dell’industria musicale, alla sua diciottesima edizione. Tra certezze collaudate e nuove scoperte, l’edizione 2027 del Primavera Sound promette una festa con pochi rischi e moltissima musica. Il conto alla rovescia è ripartito: ci vediamo al Fòrum?

The Fray
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