A24 è ormai diventata un riferimento nella produzione cinematografica, con una forte identità che è contemporaneamente il suo pregio e la sua Spada di Damocle: un approccio coraggioso alla Settima Arte, ma con il fortissimo rischio di scivolare nell’autocitazionismo e nell’essere forzatamente indipendenti. Quando ormai, detta tra noi, è tra le primissime case di produzione indipendenti. Con Primetime decide di raccontare una delle pagine più seguite e discusse della TV statunitense di questo secolo, la trasmissione To Catch a Predator, condotta dal giornalista Chris Hansen tra il 2004 e il 2007 e nella quale venivano messi alla pubblica gogna pedofili adescati tramite delle chat online; un format televisivo giudice e boia dell’imputato che ha catturato negli anni un sempre più numeroso pubblico. Doverosa premessa: il film si basa su un articolo di Esquire intitolato Tonight on Dateline This Man Will Die e il protagonista ha ritenuto il film un vero e proprio insulto a sé e alla troupe, arrivando al punto di dichiarare di non essere mai stato contattato dalla produzione.
Sin dalle primissime battute il film ci catapulta a vent’anni fa, con un formato 4:3 e l’effetto TV CRT, ma soprattutto nelle manie e nelle ossessioni di Chris Hansen, qui interpretato da un Robert Pattinson in forte stato di grazia. Un giornalista capace di ottenere in passato importanti premi giornalistici, ma ora piegato alle perverse logiche di arrivare al primetime televisivo e di superare la concorrenza, qui rappresentata dalla serie televisiva Lost. Un percorso alla continua ricerca del grande scandalo al punto che, con il suo arrivo legato a un altissimo profilo giudiziario, questo decretò la rocambolesca fine della trasmissione, con tanto di strascichi legali e assegni multimilionari staccati per chiudere le vicende in maniera extragiudiziale. Con Primetime il segmento To Catch a Predator, diventato l’evento di punta del contenitore della NBC Dateline, viene raccontato dalle retrovie e dalle segrete stanze della produzione, all’interno della quale vi sono i volontari dell’associazione Perverted-Justice che si fingono minorenni per cercare potenziali pedofili e la produttrice Andie Bender a coordinare le forze e osservare quanto accade attorno a lei con inquietante freddezza. La Bender viene resa dall’attrice Merritt Wever in maniera encomiabile, soprattutto in quel breve segmento di presunta redenzione, pronta a crollare appena si vede in arrivo dall’orizzonte il grandissimo scandalo. Robert Pattinson gigioneggia nel ruolo di Chris Hansen, rappresentando tutte le sue ipocrisie e ossessioni, accentuando comportamenti e reazioni in alcuni brevi e inquietanti momenti. L’Hansen rappresentato dall’attore britannico è un ipocrita che guarda dallo spioncino le vite degli altri ma non tollera chi spia la sua relazione extraconiugale, un bugiardo seriale anche con la moglie, un manipolatore della sua troupe e una persona che sembra vivere con le telecamere addosso a ogni ora del giorno. Un soggetto che rappresenta il flebile confine tra essere il buono della situazione, come se la sua trasmissione fosse una sorta di missione divina, e un villain diverso ma con comportamenti non meno da condannare dei cattivi della trasmissione.

In un contesto fortemente avvelenato, il buono è rappresentato Dan Plum (Skyler Gisondo), entrato nel cast della trasmissione per ottenere la tessera del sindacato degli attori SGA e che si è ritrovato a dover interpretare il ruolo del tredicenne/esca trascinato dal carisma di Chris Hansen. Questo personaggio è l’anima pura di Primetime ed è l’unico a comprendere il tragico destino della trasmissione. Anche se non ha avuto il coraggio di defilarsi prima dell’atto finale, come ha fatto invece Del Harvey, interpretata da Phoebe Bridgers e che ha donato per i titoli di coda del film l’inedito On Road. Primetime non è un film perfetto e se non fosse per la presenza di Pattinson sarebbe passato in secondo piano. Ciò che rimane è una rappresentazione romanzata, con tutti i pro e i contro, di uno dei momenti più seguiti e polarizzanti della TV d’Oltreoceano.