Opinion

Il nuovo Brian May è proprio come te lo aspetti

Era il lontano 1998 e Brian May presentava l’ultimo lavoro della propria carriera solista (il brano portava il titolo Why Don’t We Try Again ed era estratto da Another World). Da allora solo silenzio. Ma come le missioni spaziali insegnano, c’è bisogno di pazienza per fare i grandi passi. E proprio alla storica passione per lo spazio del chitarrista dei Queen (dottorato in Astrofisica) si ispira il brano New Horizons, pubblicato oggi e presentato in anteprima in Maryland, nel quartier generale della NASA.

New Horizons è un tributo del lungo viaggio dell’omonima sonda (in viaggio da circa tredici anni). È un momento intimo e universale nel contempo che celebra in parte anche la musica dei Queen, mai uscita dai riflettori ma più viva che mai sia nella memoria dei fan di tutto il mondo che dei più giovani con il lancio nell’anno che ci lasciamo alle spalle del capolavoro cinematografico che racconta la vita di Freddie Mercury.

Il richiamo alle sonorità dei Queen è più che mai evidentemente, merito non solo del sound della chitarra di May ma incredibilmente anche del timbro vocale e della polifonia del brano che è da sempre il marchio di fabbrica della band britannica. Freddie Mercury non è egualgiabile ma la sensazione personale è che il frontman avrebbe voluto così, The Show Must Go On come avrebbe detto lui.

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.