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Carlo Verdone: «Nessuno sarà mai come Jimi Hendrix»

Quarantanove anni fa moriva Jimi Hendrix. Il chirarrista di Seattle venne trovato morto nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent (Londra). La sua musica negli anni ha ispirato le più importanti rockstar, da Mick Taylor al volto dei Rolling Stones («Ho amato Jimi Hendrix dall’inizio. Dal primo momento che l’ho visto ho pensato che era fantastico. Mi sono convertito a lui immediatamente», racconterà Jagger in seguito alla sua morte). L’hendrixmania in Italia è stata invece raccontata da Carlo Verdone: «Non esisterà mai più uno come Jimi Hendrix. E la grandezza delle sue composizioni è enorme. Era un vero genio. Nella mia vita più amavo una star del rock o del cinema o dello sport e più il destino mi portava, prima o poi, ad incontrarla. Purtroppo lui se ne è andato troppo presto e non ho avuto questo privilegio o colpo di fortuna. Però la famiglia Hendrix l’ho conosciuta tutta: il papà Al, il fratello Leon e la sorella Jane. Tutti intervistati per settimanali. Una cosa mi ricorderò sempre: il racconto della sorella e del padre quando Hendrix e Clapton decisero di conoscersi meglio organizzando una cena in un piccolo ristorante a Londra. Entrambi erano eccitatissimi: l’uno pensava che l’altro fosse più bravo. Ad un certo punto Clapton va al bagno e Hendrix, salutando dei fans al tavolo che gli fanno i complimenti dice loro: “Sono a cena col numero uno, Eric Clapton“. Cenano e quando Hendrix si alza per pagare, Clapton viene circondato anche lui dai fans, è euforico e dice: “Ho cenato con il migliore di tutti, Hendrix“. Erano tutti e due molto emozionati. Bello che due giganti della chitarra si emozionassero come bambini. E vedessero l’altro più grande e talentuoso».