Interviste musica

Thurston Moore non vuole rimanere incollato al passato

Thurston Moore, al telefono dalla sua casa di Londra, mi racconta di quanto odi e ami nello stesso tempo i Sonic Youth. E anche se deve molto alla carriera intrapresa con Lee, Kim e Steve, sa anche che non tornerà mai più ad esibirsi al loro fianco: «I Sonic Youth appartengono alla gioventù», dice. «Siamo tutti cresciuti ora, o almeno spero. Ho superato i sessant’anni ormai e mi sembrerebbe quantomeno strano salire sul palco con un gruppo che si definisce “youth”». Oggi Moore, lontano dalla Grande Mela e dalle tentazioni del suo passato, vive un momento particolarmente fecondo: oltre ad aver appena inaugurato uno store di dischi pop-up a Stoke Newington, un neighborhood del borgo londinese di Hackney, ha da poco pubblicato Spirit Counsel, il suo settimo album in studio che non assomiglia a nulla fatto in passato. Tre lunghe composizioni strumentali dalla durata media di quaranta minuti (alla faccia di Mike Oldfield e Peter Frampton verrebbe da dire) registrati tra Londra e Bruxelles e ispirate alla spiritualità jazz di Alice Coltrane (Alice Moki Jayne), dal primo mentore dei Sonic Youth, Glenn Branca (Spring Street) e da Galxies di Sun Ra.

Siamo tutti d’accordo che Spirit Counsel è un disco folle. In un panorama musicale veloce, lei ha scelto di pubblicare un disco con soli tre pezzi dalla durata di 60 minuti, 30 minuti e 55 minuti.
Era ciò a cui stavo lavorando in quel momento. Non mi è mai interessato semplificare qualcosa o adeguare la mia musica a ciò che può essere o no radiofonico. Molti artisti si lasciano influenzare dalle logiche discografiche come ad esempio il ridurre una canzone a tre minuti per rientrare in quello che è considerato il tempo di attenzione dell’ascoltatore medio. Non c’è niente di più sbagliato.

Infatti, più che un disco nato per lo streaming, lo trovo un disco nato per i live.
Sì, hai ragione anche se in realtà questa consapevolezza è arrivata successivamente alla struttura della musica stessa. Ecco, questo è quello che mi fa amare la musica, ossia che non ci siano vere e proprie regole su come essa debba essere composta.

Alice Moki Jayne è dedicata ad Alice Coltrane, Moki Cherry e Jayne Cortez, cosa rappresentato per lei queste tre artiste?
Hanno tutte e tre portato la spiritualità all’interno della vita dei propri partner. Sono artiste straordinarie e non mi sorprende che siano state un’importante fonte di ispirazione per i loro compagni che proprio durante queste relazioni hanno prodotto le loro opere d’arte maggiori. Mi viene in mente ad esempio The Empty Foxhole di Ornette Coleman. Un capolavoro.

A proposito di progetti, ho saputo che ha da poco aperto un negozio di dischi e cimeli a Londra (il 96 Church). Un progetto anacronistico vista la crisi discografica che stiamo vivendo, non crede?
Sicuramente è anacronistico ma nonostante ciò non me lo sarei mai aspettato di divertirmi così tanto ad avere uno spazio fisico da poter riempire con la musica e l’arte in generale. È diventato una specie di salotto in cui ospitiamo letture di poesie improvvisate e concerti. Amiamo la nostra comunità e pensiamo sia davvero speciale poter aprire le porte a tutti.

Qual è oggi la sua più grande paura?
Ho paura di camminare per strada e incontrare persone talmente prese dallo schermo dei loro smartphone da perdersi ciò che in realtà li circonda. In questo periodo a Londra tutti i ciliegi sono in fiore ed ero terrorizzato dall’idea di perdermeli a causa di un tour, perciò sono contento di potermeli godere in questo momento.

Secondo quale regola vive?
Segui il tuo cuore prima di ogni altra cosa.

Cosa non le piace del mondo contemporaneo?
Non simpatizzo molto per i miliardari che trovano il modo di guadagnare sulle spalle dei servizi pubblici (ride ndr.).

Se ognuno fa la sua parte possiamo far scendere dal piedistallo quel pagliaccio di Trump

Sembra molto attento all’attualità, soprattutto a proposito di Trump e delle sue politiche. Teme una sua rielezione?
C’è questo esperimento così incredibilmente prezioso che va avanti con le nostre idee di democrazia. La mia unica speranza è che le persone si rendano conto di quanto è importante il singolo come parte del tutto. Se ognuno fa la sua parte possiamo far scendere dal piedistallo questo pagliaccio.

Nel 2021 saranno 40 anni della fondazione dei Sonic Youth. Un sacco di artisti userebbero questa opportunità per un tour di riconciliazione, ma ho il sospetto che una cosa del genere non sia nei suoi programmi futuri. Mi sbaglio?
Saresti davvero in grado di ribellarti come un teenager (cita Teenage Riot che ha scritto nel 1988 ndr.) a questa età? Forse. Al momento però mi sto concentrando su del nuovo lavoro in linea con gli studi che sto portando avanti da quando ho lasciato l’America. Inoltre, amo le persone con cui sto lavorando ora, i miei “consiglieri” Debbie Googe (My Bloody Valentine e Primal Scream), James Sedwards, Radieux e Wobbly con i quali sono sul punto di produrre della nuova musica ispirata al presente. E poi non è soddisfacente rimanere incollati alla musica che hai scritto decine di anni fa. Mi fa sentire bene essere qui, oggi.

Traduzione di Giulia Guerra
Cover Story di Simone Mancini (Jadeite Studio)

Thurston Moore tornerà in Italia la prossima estate per due concerti: il 5 giugno all’Anfiteatro Romano di Terni e il 6 giugno a Prato nell’ambito dell’Off Tune Festival, i biglietti sono già disponibili in prevendita.

Emanuele Camilli
Autore

Nasce nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Squérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.