Recensioni musica

Il nuovo futuro di Billie Eilish non è distopico

Non attendevamo altro dal giorno in cui il mondo della critica ha realizzato che When We All Fall Asleep, Where Do We Go? era uno di quegli album che rappresentano uno spartiacque. Il ritorno sulla scena di Miss Eilish. Finalmente, circa dodici ore fa, dopo i capolavori Everything I Wanted e No Time to Die tutti hanno potuto dare una risposta a quella domanda che ci balenava in testa: come si reinventerà Billie Eilish? Eh sì, perché My Future, presentato con un videoclip illustrato in stile cartoon dal regista australiano Andrew Onorato, è uno di quei brani che non lasciano molto spazio alle interpretazioni: il soul imperante, già peraltro accennato con il singolo precedente, annulla integralmente il sound dark che aveva fatto da fil rouge all’interno dell’album d’esordio. La verità è che forse dobbiamo accettare che When We All Fall Asleep, Where Do We Go? sia un concept album incentrato sulla poetica noir, che si pone lo scopo di raccontare la notte e l’incubo. Per quanto geniale, coerente, stupefacente ed innovativo, quel mood non potrà accompagnare per sempre Billie e Finneas. Ecco perché My Future è più un antefatto che introduce a nuove pagine, quelle (ce lo auguriamo) di un nuovo bestseller.

Un atto di maturità dunque che serviva più alla stessa Billie che al pubblico. Perché darci un taglio col passato è sempre cosa ardua, ma prendere le distante da un passato di incredibile successo lo è molto di più. Resta comunque una costante: la voce, l’interpretazione, l’avvolgente clima emo di un’artista che continua, malgrado tutto, a raccogliere i pezzi della sua anima e a rimetterli assieme grazie a quel collante chiamato “musica”. Non vi è traccia di hi hat o 808, che tanto bene avevano accompagnato la strumentazione acustica dei pianoforti e delle chitarre utilizzati per la maggior parte dei brani dell’album. A questo giro a farla da padrone è una amalgama di pad e synth alla Ocean Eyes, conditi dal solito ambient alla Billie Eilish, che ben si sposa con le immagini notturne della foresta sotto la tempesta. Tutti questi ingredienti, assieme al chiaro di plenilunio, fanno da cornice ad un pezzo che probabilmente capiremo tra qualche mese, quando avremo un quadro più completo e tutti gli strumenti per commentare la Billie Eilish del futuro

Simone Mancini
Autore

Nato lo stesso giorno dei suoi idoli Steve Jobs e Steve McCurry, Simone non ha nulla a che spartire con loro. Cerca di auto convincersi che la colpa sia dei genitori che non lo hanno chiamato Steve. Laureato in una cosa che gli permette di vivere senza lavorare davvero, sogna uno scudetto della Lazio e la pace nel mondo.